Non si placano le tensioni politiche a Trapani, Genco aderisce a Controcorrente

Non si placano le tensioni politiche a Trapani. L’uscita dalla Giunta comunale di Emanuele Barbara ha acceso un nuovo dibattito: l’ex assessore, nel corso di una diretta social, ha denunciato presunte irregolarità nello spoglio elettorale che avrebbero permesso a due liste della coalizione a sostegno del sindaco Giacomo Tranchida di superare la soglia del 5%. Barbara sostiene che durante la notte dello spoglio le liste risultassero sotto il quorum, ma la mattina successiva sarebbero state “recuperate” con un solo voto in più, entrando così in Consiglio comunale. La denuncia è stata raccolta dall’ex deputato regionale Nino Oddo, che ha chiesto all’autorità giudiziaria di chiarire la vicenda, mentre Tranchida ridimensiona: “Non risulta nulla del genere. La mia elezione è stata promulgata regolarmente.”.

Nel frattempo, cresce l’attività del movimento “Controcorrente” guidato dal deputato regionale Ismaele La Vardera che ha visto l’adesione del vicepresidente del Consiglio comunale di Trapani, Andrea Genco al movimento, definendo la scelta “naturale” e confermando l’impegno a rappresentare i cittadini trapanesi secondo i principi di legalità, trasparenza e partecipazione. La Vardera sottolinea come l’obiettivo sia superare le logiche tradizionali di destra e sinistra e contrastare una politica da “bulli”, citando in particolare il comportamento dell’imprenditore Valerio Antonini e la gestione dei 300mila euro di fondi pubblici al Trapani Calcio, al centro di un’inchiesta della Corte dei Conti. Antonini, dal canto suo ha risposto con veementi attacchi personali. A fronte di questi sviluppi, arriva l’opposizione, guidata da Maurizio Miceli e da altri consiglieri, che evidenzia come la città sia stata ridotta a una condizione drammatica: totale assenza di sviluppo, opacità amministrativa e politiche che hanno impoverito le prospettive per i cittadini. Tra accuse, inchieste e nuovi colori politici, la città è divisa e c’è il concreto rischio di esplosioni violente anche tra cittadini, fomentati dal pericoloso mix tra tifoserie sportive e politiche.