Nel trapanese attesa crescita e tante guarigioni. Rapporto residenti-positivi dello 0,5%

L’incremento del numero di attualemnte positivi in provincia di Trapani, era assolutamente atteso. Anzi non sono ancora arrivati  tutti i responsi delle analisi dei tamponi molecolari prelevati alle 284 persone che, nello screening dello scorso week-end, erano risultati positivi ai test rapidi antigenici. Così nel trapanese da 2.062 si è passati a 2.188 con un incremento di 126. I dati parlano però anche di numerose guarigioni. Le più numerose nel piccolo comune di Custonaci che da 55 scende a 40.

La città più colpita rimane sempre Trapani con 534 casi mentre Alcamo raggiunge quota 347 con un dato giornaliero di +13. La crescita è poi ripresa, oltre che nei comuni più grandi (Marsala 295, Mazara del Vallo 307 e Castelvetrano 155) anche a Salemi (adesso 29 positivi), cittadina che in un paio di frangenti ha rappresentato l’epicentro del contagio, e a Castellammare del Golfo dove si sono registrate altre 5 positività per un totale di 74.

Il rapporto più alto fra popolazione residente e contagiati è comunque a San Vito Lo Capo ha raggiunto quota 46, vale a dire un positivo ogni 102 abitanti. A Trapani va un po’ meglio con un rapporto di uno ogni 125 residente, ad Alcamo qualcosa in meno e cioè uno ongi 130. Nonostante la crescita non c’è stato alcun nuovo decesso per Covid ed è rimasto immutato anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva, 6 in tutta la provincia. Preccupa invece l’incremento notevole dei pazienti ospedalizzati nei reparti covid. Da 52, negli ultimi tre giorni, si è arrivati a 76 (+24).

Fra i dati bisogna leggere anche altri aspetti incoraggianti. Innanzitutto il totale dei negativizzati o guariti che, sempre nelle ultime 72 ore, si è sensibilmente impennato passando da 947 a 996 (+49). Altra analisi da fare riguarda l’incidenza del contagio sull’intera popolazione provinciale. Nel trapanese, secondo gli ultimi dati, vivono 430.492 e fra questi rusltano attualmente positivi 2.188: una percentuale di circa lo 0,5%, dato che scende ancora se si calcola che nel totale dei casi conclamati ce n’è una trentina fra ospiti dei centri di accoglienza e migranti ospiti della nave Aurelia.

L’analisi dei numeri non deve però fare abbassare la guardia e modificare, in peggio, le attenzioni per evitare che si sprofondi del baratro, soprattutto in quello della sanità pubblica che rischia di ingolfarsi ancora di più. Le restriziioni, poi, dovrebbero comicniare a dare effetti positivi soprattutto se tutti quanti dovessere rispettarle. Solo così, forse, si potrà trascorrere un Santo Natale più caloroso e in grado di rimettere in moto, seppur per un breve periodo, i settori dell’economia e della cultura ancora bloccati.