Morto il 28 agosto ad Alcamo ma ancora senza sepoltura. Bara, con altre, in stanza non refrigerata

Morto il 28 di agosto e ancora non seppellito al cimitero di Alcamo. Non c’è una norma che assegna un tempo massimo ma tante che ne definiscono le modalità di conservazione delle salme. Erano comunque una ventina le  bare ammassate in un’apposita stanza ma non nella cella frigo. La denuncia, con tante altre amare riflessioni, è di un alcamese di 49 anni che da circa 30 vive a Faenza dove si è trasferito per motivi di lavoro.

Prima una pec da parte di uno studio legale indirizzata al sindaco di Alcamo poi una lettera inviata per e-mail sempre al primo cittadino Domenico Surdi, all’URP del Comune e agli uffici competenti in cui racconta la sua storia. “Il 28 agosto è morto mio padre, il 31 abbiamo fatto il funerale e dopo, alla camera mortuaria del cimitero, ho trovato 18 bare, mio padre era la 19esima. Mi è stato riferito – afferma il 49enne che parla anche di aria assolutamente maleodorante – che c’è una mancanza di posti nei cimiteri di Alcamo. Speravo che nel giro di pochi giorni mio padre sarebbe stato tumulato o quantomeno posto momentaneamente in una cella frigo per evitare l’inizio dei processi post mortem. Invece no. Mio padre, come tanti altri alcamesi deceduti, è stato lasciato in camera mortuaria a marcire… in quanto mi dicono che la cella frigo della camera mortuaria è guasta da più di un anno.”.

Inoltre afferma l’alcamese che vuole dare una degna sepoltura al padre, non mi risulta che le salme possano essere cremate in quanto l’unico forno in Sicilia ad oggi operativo credo sia a Messina. “Dov’è finita la pietà umana? dove il rispetto per i nostri defunti e per i nostri parenti? Mi spiace evidenziare che il servizio cimiteriale del Comune, ormai da anni, è completamente inefficiente. Tant’è che spesso, in visita ai miei cari defunti, ho trovato i cimiteri sporchi e pieni di erbacce. Ritengo sia il momento di dare una soluzione a questo problema! Come Suo concittadino – conclude l’alcamese autore della lettera rivolta al sindaco Surdi – anche a nome del mio defunto padre, Le chiedo un immediato intervento”.