Morti bianche: tre condanne ad Alcamo

    Ieri il Tribunale di Trapani, sezione staccata di Alcamo ha condannato a due anni di reclusione per omicidio colposo, in relazione alla morte di un operaio, Nicolò Sorrentino, Baldassare Manno e Fabio Geranio. Il primo proprietario della Sormec srl di Alcamo, il secondo ed il terzo rispettivamente amministratore e dipendente della Alcamec sas di Alcamo.

    Lo ha reso noto  con un comunicato l’UGL di Trapani, costituitasi parte civile nel procedimento.

    Gli stessi sono stati condannati altresì a risarcire la famiglia e le parti lese, tra cui la stessa UGL.

    La Sormec srl è annoverata tra le aziende più importanti nell’Italia insulare per la produzione di gru marine che esporta in tutto il mondo; una pregevole realtà industriale che consta di circa una cinquantina di operai.

    Nel 2006 il dirigente sindacale dell’UGL ed operaio verniciatore della Sormec srl, Gregorio Messana, rimase ucciso schiacciato dal peso di una gru che gli crollò addosso nella fase di collaudo.

    La gru, fissata al basamento tramite delle saldature, fatalmente si staccò piegandosi sul lato del manovratore; Gregorio Messana, trasportato d’urgenza al nosocomio di Palermo, morì tra le braccia dei colleghi in lacrime.

    A quanto pare, l’anno precedente lo stesso incidente si era già verificato con identiche dinamiche, ma il caso volle che la gru in collaudo cedesse dal lato opposto al manovratore, così da non arrecare alcun danno alle persone.

    L’allora rappresentante della sicurezza, (in quegli anni si applicava il D. lgs 626/90), Vito Calvaruso, pretese che venissero prese le conseguenti misure di sicurezza, proponendo la messa in opera di comandi a distanza così da tenere lontano il manovratore.

    All’esito negativo della richiesta, Calvaruso si dimise dall’incarico.

    Circostanze che l’UGL dchiara di aver fatto emergere nel corso del dibattimento tramite il proprio legale, l’avvocato Vincenzo Perniciaro del foro di Trapani.

    Le saldature sul basamento della gru furono poste in essere dall’Alcamec s.a.s, società partecipata della Sormec srl ed amministrata da Baldo Manno, che fece eseguire al proprio operaio, Fabio Geranio, le saldature che poi non hanno resistito ai collaudi.

    Alla vedova e ai 2 figli è stata liquidata la somma complessiva di 650mila euro.

    “Che l’anima di mio marito adesso riposi in pace” è il commento della vedova appena appreso del dispositivo della sentenza.