Morì in incidente sul lavoro a Castellammare. Cambia il giudice, il processo inizia daccapo

Cambia il giudice ed il processo per omicidio colposo e lesioni colpose gravissime subisce un contrattempo allungando così i tempi per arrivare a sentenza per una tragedia in cui perse la vita, nell’estate di tre anni e mezzo fa, un operaio romeno Francis Paulet, sposato due figli che abitava nella via Porta Palermo di Alcamo. Rimase gravemente ferito il fratello Daniel, che porterà per sempre sul suo corpo i segni di quel gravissimo incidente sul lavoro. Il cambio del giudice ha comportato la ricostituzione delle parti civili. Si sono costituiti tutti i famigliari di Paulet, una decina, e ora anche un fratello che è venuto ad abitare ad Alcamo. I fratelli Paulet furono colpiti dal braccio di una gru, che si spezzò mentre i due erano intenti a realizzare un muro di cinta in una villa di contrada Gagliardetta di Castellammare del Golfo.

Quattro gli imputati: il titolare della casa di villeggiatura per il quale il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, alla quale si sono opposti gli avvocati Damiano Ciacio e Claudio Messina, che difendono famigliari costituitisi parte civile. Il gip, accogliendo la richiesta dei due avvocati, respinse  la richiesta di archiviazione. Gli altri tre imputati sono l’operaio che, che manovrava  l’autopompa, l’impiegato di una azienda di calcestruzzo e un insegnante in pensione. Tutti e tre sono alcamesi. L’incidente si verificò nella contrada Gagliardetta di Castellammare. Francis Paulet, che allora aveva 36 anni, abitava con moglie e due figli, il maschietto era nato da appena un mese nella via Porta Palermo. Era descritto come un grande lavoratore, che con la moglie frequentava la parrocchia di San Francesco d’Assisi, dove venne battezzato il maschietto.

Folto il collegio difensivo composto dagli avvocati Damiano Ciacio, Claudio Messina, Niclo Solina per le parti civili. Gli imputati sono difesi da  Francesco Galati, Maurizio Lo Presi, Vincenzo Catanzaro, Ernesto Leone. Costituita  come responsabile civile l’assicurazione chiamata in causa dai familiari dei due romeni. Per gli imputati l’accoglimento da parte del giudice è stato importante perché in caso di condanna pagherebbe l’assicurazione. Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione della lentezza della giustizia italiana. Dopo tre anni e mezzo dall’incidente sul lavoro mortale appare ancora lontana la sentenza e ciò provoca ulteriore sfiducia nelle istituzioni. Prossima udienza il 13 marzo