Mobilità bloccata per 128 infermieri, graduatoria pubblicata da mesi

128 infermieri e 110 OSS attendono da più di due anni di ritornare verso casa e di ottenere quindi quel tanto agognato trasferimento. Tecnicamente si parla di mobilità volontaria regionale ed interregionale per titoli e colloquio. La procedura venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 4 ottobre del 2019. L’assessorato regionale alla salute divise il territorio siciliano in due bacini: quello orientale gestito dall’ASP di Catania e quello occidentale dall’Azienda sanitaria Provinciale di Palermo. Sono trascorsi più di due anni e 238 sanitari, ma anche quelli che seguono in graduatoria, vivono una situazione di assoluta incertezza e, nel frattempo, continuano a lavorare lontano da casa.

La Sicilia occidentale è in grave ritardo rispetto all’altro lato della regione. Il bacino orientale, infatti, ha già fatto entrare in servizio gli OSS ed ha anche cominciato a chiamare gli infermieri. Chissà per quale arcano, invece, le ASP di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta non riescono ancora ad assumere. Qualche comando, invece, si registra sempre e magari in favore di alcuni che, nella graduatoria, occupano posizioni abbastanza arretrate. Ma questi sono misteri della politica.  A proposito di graduatorie, l’ASP di Palermo, azienda capofila del bacino Sicilia Occidentale, ha emanato il 5 agosto scorso la delibera numero 921 del direttore generale che ha modificato, in piccola parte, la stessa graduatoria degli infermieri già pubblicata il 22 giugno.

Ebbene la deliberazione, come scritto dal direttore Daniela Faraoni, dove ritenersi atto urgente e di immediata esecuzione attesa l’urgenza – si legge nel provvedimento – di disporre del personale sanitario per garantire il mantenimento dell’assistenza sanitaria. Una fra che faceva ipotizzare lo sblocco della mobilità entro pochi giorni e invece sono trascorsi altri 70 giorni e le carenze di infermieri nel trapanese rimangono sempre particolarmente elevate. Inoltre, entro la fine dell’anno, saranno un centinaio gli infermieri che, grazie alla quota 100, andranno in pensione. I reparti rischiano quindi seriamente di rimanere scoperti. Una situazione delicata e sulla quale intervenire immediatamente nel rispetto delle regole e delle graduatorie.