Mistero ad Alcamo, tagliati due vecchi salici su terreno comunale. Insorge soltanto l’INSA

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Due vecchi salici che davano il benvenuto a chi giungeva ad Alcamo transitando dalla via San Leonardo, sono stati tagliati definitivamente. I tronchi e i rami sarebbero stati gettati lì vicino, in un terreno privato.  Non è stato un intervento degli operai comunali, né della ditta che effettua la manutenzione del verde pubblico  e non c’è stata alcuna disposizione in tal senso diramata dall’ufficio ambiente della direzione 2 del comune di Alcamo. Sarebbe quindi stato un cittadino non autorizzato a commettere il reato, perché di reato si stratta come prevedono le leggi in merito agli alberi appartenenti alla cosa pubblica.

La vicenda è passata quasi sotto il silenzio degli ambientalisti: un movimento, un insieme di associazioni, un modo di essere che anni ad Alcamo sprizzava vitalità e prestava molta attenzione a vicende di tal genere. Circa 20 anni il taglio della jacaranda di piazza Mercato, poi ripiantata, produsse una sorta di rivoluzione civile e mediatica. Adesso a scrivere e ad esternare il suo malumore sui social per i due salici di via San Leonardo è stato soltanto Salvatore Cusumano, presidente dell’INSA, istituto nazionale sostenibile architettura, e sfegatato amante del verde che già mesi fa, aveva sollevato gli scudi per i tanti alberi abbattuti, stavolta dal Comune di Alcamo, in quanto ritenuti pericolanti.

Forse per quanto scritto adesso sui social si è attivata la polizia municipale che ha aperto un fascicolo per presunto danno patrimoniale a discapito del comune di Alcamo. Gli uffici attendono però ancora i chiarimenti e la denuncia dell’ufficio ambiente che, in pratica, dovrà confermare qualcosa di scontato: l’appartenenza al comune dei due alberi adesso tagliati e il non essere stati gli artefici dell’abbattimento delle due vecchie e grandi piante. A quel punto, molto probabilmente, interverrà la procura della Repubblica di Trapani che denuncerà i provati cittadini che hanno disposto ed attuato tale scempio.