Megaservice, raggiunto l’accordo

    Definiti gli ammortizzatori sociali da adottare per scongiurare il licenziamento di 39 lavoratori, pari a oltre il 50 per cento dei dipendenti, della società di multiservizi MegaService.

    L’accordo, raggiunto nella tarda mattinata di oggi, nel corso dell’incontro all’Ufficio provinciale del lavoro tra le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil di Trapani e i rappresentanti della società, prevede il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per i lavoratori con contratto dell’edilizia e i contratti di solidarietà per i lavoratori dei servizi anche se sono, ancora, in fase di discussione i termini e le modalità con cui verrà applicato lo strumento della solidarietà.

     

    Le parti, ha reso noto la Cgil di Trapani, hanno, infatti, concordato di rinviare la sottoscrizione dell’accordo ad una consultazione sindacale con i lavoratori di entrambi i settori, programmando, per il prossimo 29 marzo, un ulteriore incontro all’Ufficio provinciale del lavoro finalizzato alla firma dell’accordo e alla contestuale revoca della procedura di mobilità e, dunque, dei licenziamenti.

     

    Per il segretario provinciale della Filcams Cgil di Trapani Vito Gancitano “l’ipotesi di accordo responsabilmente raggiunto dalle parti sociali non copre le pesanti responsabilità dell’Amministrazione provinciale di Trapani, socio unico di MegaService, che persegue l’orientamento di affidare a ditte esterne i servizi che potrebbero, invece, essere svolti dalla MegaService.”

     

    La Filcams Cgil, non rinunciando alle azioni di lotta per definire un percorso di rilancio e di risanamento della società, stigmatizza il comportamento dell’Amministrazione provinciale sulle cui scelte ricade “la responsabilità della perdita occupazionale, temporaneamente coperta dagli ammortizzatori sociali.”

    “Chiediamo – ha detto Gancitano – che anche il Consiglio provinciale svolga il suo ruolo a tutela dei diritti dei lavoratori, a salvaguardia dell’occupazione e della qualità dei servizi, che riteniamo potrà essere compromessa dalla riduzione così consistente dell’orario di lavoro prevista dal ricorso degli ammortizzatori sociali.”