Mazara del Vallo: tratta minori, in manette un mazarese

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Tutto è cominciato dalla provincia trapanese. Esattamente da Mazara del Vallo. Qui nell’ottobre del 2012 partì un’imbarcazione che, corrompendo le località tunisine, arrivò a Port el Kantaoui, località turistica della Tunisia, dove venne rapinato un bambino che poi fu condotto a Palermo, e, quindi, in Norvegia. Da questo episodio è scaturita l’enorme operazione dei carabinieri, portata a termine all’alba di oggi, e che ha sgominato un’organizzazione dedita alla tratta dei bambini. Lo skipper dell’imbarcazione mazarese era Antonino Barazza, 46 anni, finito in manette insieme insieme ad altre sei persone, tra cui l’ex campionessa olimpionica di vela, Larissa Moskalenko, nata in Ucraina, e residente a Palermo da vent’anni. Era lei a capo di questo clan molto ramificato che da tempo portava avanti questa tratta che si snodava tra Tunisia, Marocco, Egitto, Cipro, passando per Ucraina, Russia e Norvegia, ma la base logistica era a Capaci, sul litorale di Palermo. Due i sequestri in Tunisia già ricostruiti, tra cui quello appunto portato avanti dallo skipper mazarese, un altro era in preparazione. In particolare erano in quattro a gestire il traffico di piccoli, che poteva costare fino a 200 mila euro a bambino. Altri due sono già in carcere, un terzo è ricercato. La campionessa olimpionica era la titolare della “Sicily rent boat”, con sede a Carini. All’operazione hanno partecipato anche i carabinieri dei comandi provinciali di Brescia e Trapani. Le indagini sono coordinate dalla Dda di Palermo. I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere per tratta di persone, sequestro di persona e sottrazione e trattenimento di minore all’estero. Il cosiddetto “recupero” avveniva per minori contesi tra genitori di Paesi diversi, con la pianificazione, organizzazione ed esecuzione di veri e propri sequestri di persona, spesso con l’uso della violenza. I quattro arrestati si sarebbero avvalsi anche dell’appoggio di strutture paramilitari, una ha sede in Norvegia. L’organizzazione preparava delle operazioni nei luoghi dove si trovavano i bambini segnalati dalle famiglie. Per prelevare i bambini in Tunisia utilizzavano un gommone, e poi avveniva l’affidamento. Uno degli arrestati aveva anche un sito dove indicava le modalità dei recuperi spacciandosi per il titolare di una società legale. La Moskalenko è stata velista vincitrice del bronzo a Seul nel 1988. Da anni è imprenditrice nel settore dei charter nautici. Tra le barche che noleggiava c’era pure la Molla2, la barca dei figli dell’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata e costata la condanna a tre anni dell’ex primo cittadino per aver fatto lavorare come skipper sull’imbarcazione un operaio della Gesip. Sarebbero quattro i sequestri accertati, di cui uno solo tentato. Le indagini sono partite  dall’incendio di un albergo, l’hotel Portorais di Villagrazia di Carini, appiccato nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2012, di proprietà del compagno della Moskalenko. Dalle conversazioni intercettate, i carabinieri hanno scoperto che la donna, secondo l’accusa, avrebbe fornito “un contributo concreto – mettendo a disposizione le proprie imbarcazioni, gli skipper di fiducia ed altri strumenti logistici – per l’organizzazione e la concreta esecuzione del rapimento e del trasporto clandestino di minori dal Nord Africa verso Paesi europei”.