Mazara: chiesto incontro urgente al Governo Regionale e Nazionale

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“ Mazara non può continuare a pagare lo scotto di una politica europea, nazionale e regionale che non tiene conto delle esigenze della pesca mediterranea”, lo ha dichiarato il Sindaco Cristaldi il quale chiede un incontro urgente con l’Assessore regionale alla Pesca ed al Sottosegretario di Stato con delega alla Pesca. Il sindaco Mazarese ha anche incontrato, al Palazzo di Città, una delegazione di armatori, guidata dal presidente dell’Associazione Progetto Pesca del Mediterraneo Santino Adamo.

La vicenda del porto è arcinota: si attende la seconda conferenza di servizi alla Regione per il via libera al progetto rimodulato che prevede un primo finanziamento di 2 milioni 200 mila euro.

Spingeremo – dice il Sindaco – affinché i lavori partano il prima possibile e se non avremo risposte sarò io a guidare la protesta a Palermo, ma dobbiamo prima percorrere la via istituzionale”.

Tra le tematiche da portare alla conferenza di servizi con la Regione c’è il rilancio e la riaffermazione della politica del riposo biologico come condizione necessaria ed indispensabile per assicurare il ripopolamento ittico e quindi l’esistenza dell’impresa pesca.
In tal senso è stata formulata la proposta di una nuova modalità di effettuazione del riposo biologico basata sul vincolo che non consenta l’esercizio della pesca per più di 210 giorni l’anno e contestualmente individuare specchi acquei da inibire alla pesca per periodi non inferiori ai 60 giorni.
Tale provvedimento dovrebbe prevedere la sospensione della licenza di pesca per chi violasse le disposizioni e un aiuto economico a favore dell’impresa durante il disarmo (150 giorni l’anno).

Il progetto prevede anche la rimodulazione del limite di inibizione alla pesca, riportandolo entro le 3 miglia dalla costa e non entro le 12 miglia come avviene attualmente in base a regolamenti che rischiano di essere  prorogati per altri 6 anni.

Gli armatori e i pescatori Mazaresi chiedono inoltre di rivedere la politica delle demolizioni , che prevedono la distruzione dei vecchi natanti Tale politica di demolizione dovrebbe tenere conto della necessità di mantenere e rilanciare la cultura dell’impresa collegata alla pesca. In sostanza dovrebbero prevedersi agevolazioni in favore di quelle imprese disposte a demolire i vecchi natanti ed a ricostruire nuovi mezzi di dimensioni inferiori e di minore potenza. Particolari agevolazioni dovrebbero essere previste per quegli imprenditori che demolendo il natante s’impegnino a reinvestire almeno il 70 per cento delle somme ricavate nel settore ittico.

E in ultimo gli operatori  del settore chiedono ai governi di risolvere il problema relativo alla presenza di barconi naufragati nel Canale di Sicilia che spesso provocano danni ingenti alle reti ed attrezzature da pesca con la perdita delle stesse attrezzature e del pescato.

“Occorre,  afferma Santino Adamo, che l’Unione Europea riconosca tali danni  alle imbarcazioni da pesca e che si faccia carico di un congruo risarcimento.