L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani è tenuta a versare una somma imponente ai congiunti di Filippo Catanzaro, il 47enne deceduto a seguito di una diagnosi errata nel 2016.
Si conclude dopo quasi dieci anni una dolorosa battaglia legale con l’obbligo per l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Trapani di corrispondere un indennizzo pari a 1 milione e 388 mila euro. Tale somma è destinata ai familiari di Filippo Catanzaro, artigiano residente a Castelvetrano, la cui vita fu stroncata nel gennaio 2016 a causa di un giudizio clinico inesatto emesso presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele II.
La chiusura definitiva della vicenda è stata sancita da una delibera adottata dal commissario straordinario dell’ASP, Sabrina Pulvirenti, che ha conferito efficacia esecutiva alla pronuncia del Tribunale civile.
La tragedia risale al 15 gennaio 2016, quando Catanzaro si recò al nosocomio manifestando un acuto malessere. Il personale sanitario lo sottopose a una visita e a un elettrocardiogramma, il cui risultato apparve negativo. Di conseguenza, l’uomo fu dimesso e poté fare ritorno a casa.
Tuttavia, il dolore si intensificò drammaticamente nel giro di poche ore. Catanzaro allertò il 118, ma l’ambulanza giunta sul posto non riuscì a ricondurlo in tempo in ospedale: l’artigiano spirò durante il tragitto.
Da quel tragico evento ebbe inizio un complesso percorso giudiziario. Inizialmente, fu avviato un procedimento penale, archiviato nel 2022 per l’assenza di prove sufficienti. Successivamente, la moglie, i figli e cinque fratelli della vittima promossero una causa civile.
Nel giugno del 2025, il Tribunale ha accertato la negligenza dei medici di turno quel giorno, stabilendo un inequivocabile nesso causale tra l’errata valutazione medica e il decesso del 47enne. I parenti, rappresentati dagli avvocati Salvatore Galluffo e Vito Scalisi, si sono visti così riconoscere un risarcimento complessivo superiore a 1,3 milioni di euro, importo cui si sommano gli interessi maturati e le spese legali sostenute.
L’azienda sanitaria ha optato per la non opposizione al verdetto, scegliendo di non presentare appello. Oltre al risarcimento principale, l’ASP dovrà farsi carico anche di circa 29 mila euro per le spese di giudizio. Con la recente firma della delibera, l’ingente risarcimento è ora immediatamente operativo.