Mauro Rostagno, lunedì ricordo al cimitero di Valderice. Un omicidio con 34 anni di misteri

Il 26 settembre del 1988 veniva ucciso Mauro Rostagno, il sociologo torinese trasferitosi poi a Trapani dove, dagli schermi dell’emittente televisiva RTC, cominciò a dare particolarmente fastidio a Cosa Nostra e soprattutto ai suoi intrecci con appalti e politica.  Il 38esimo anniversario della sua uccisione avvenuta in contrada Lenzi, a Valderice, coincide con la giornata dedicata allo spoglio delle schede elettorali per il rinnovo di senato, camera e parlamento siciliano.  Le iniziative in ricordo del sociologo e giornalista si terranno comunque regolarmente ma avranno qualche modifica rispetto al recente passato. Ad organizzarle le associazioni Ciao Mauro, Libera e Articolo21 assieme al comune di Valderice. La commemorazione istituzionale, presso la Stele di contrada Lenzi, non avrà luogo lunedì ma sarà spostata a venerdì prossimo.

Confermato invece per il giorno dell’omicidio, lunedì 26 settembre, il ricordo di Rostagno al cimitero di Valderice, con la messa in scena del frammento di una riflessione sulla complessità della figura di Penelope e la lettura scenica del Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, assieme ad un concerto dell’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Valderice. Fra i temi al centro del duplice incontro, oltre alla lotta alla mafia, la riflessione sui venti di guerra che spirano in tutto il mondo, con il conflitto in Ucraina che rappresenta solo il fatto più eclatante e preoccupante.

Mauro Rostagno, che si definiva più trapanese dei locali perché aveva scelto di esserlo, nel 1980 fondò a Lenzi la comunità terapeutica Saman che si occupava tra l’altro del recupero di persone tossicodipendenti. Dalla metà degli anni ottanta cominciò la sua carriera televisiva e giornalistica a RTC . Il 26 settembre 1988 viene assassinato in un agguato in contrada Lenzi, a poche centinaia di metri dalla sede della Saman, all’interno della sua auto, una Fiat Duna bianca, da alcuni uomini nascosti ai margini della strada.

L’omicidio, dopo 38 anni e una lunga serie di indagini e processi, ha finora soltanto un mandante, il boss trapanese Vincenzo Virga, condannato all’ergastolo in tutti i gradi di giudizio, ma non ha un esecutore materiale. In appello, il  19 febbraio 2018, venne infatti assolto Vito Mazzara, colui che era ritenuto uno dei killer.  Il giudice non ha ritenuto affidabile la prova del DNA effettuata su frammenti lignei di un fucile rinvenuti sul luogo del delitto. Nessuna verità giudiziaria, quindi, su chi effettivamente ha ucciso Mauro Rostagno.