Condannati lo scorso dicembre per il brutale omicidio del sessantenne marsalese Antonio Titone, Giovanni Parrinello e Lara Scandaliato tornano davanti ai giudici. I loro legali hanno infatti chiesto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale in appello, istanza su cui dovrà ora pronunciarsi la Corte d’assise d’appello di Palermo. Parrinello, 44 anni, pregiudicato, era stato condannato all’ergastolo con sei mesi di isolamento, mentre la compagna, la 32enne Scandaliato, aveva ricevuto una pena di 17 anni e mezzo. Il delitto risale al 26 settembre 2022, quando Titone, conosciuto come “u baruni”, fu trovato senza vita nella sua abitazione di zona ‘Porticella’ a Marsala, colpito con violenza inaudita: 26 colpi alla testa e al volto inferti con un piede di porco. A poche ore dall’omicidio, i carabinieri arrestarono Parrinello nel quartiere Sappusi di Marsala. Nella stessa casa si trovava anche la compagna, che durante l’interrogatorio fece ritrovare i sacchetti con gli abiti indossati durante l’aggressione e indicò agli investigatori l’arma del delitto. I due sono accusati anche di rapina: dopo aver ucciso Titone, si sarebbero impossessati del suo portafoglio, dal quale Parrinello vantava un credito legato — secondo la ricostruzione degli inquirenti — a una vecchia fornitura di droga non pagata. La richiesta di riapertura del processo punta ora a rimettere in discussione alcuni elementi probatori già valutati in primo grado. Sarà la Corte d’assise d’appello di Palermo a decidere se concedere un nuovo esame dei fatti o confermare le pesantissime condanne.