Marsala, chiesto il giudizio per 16 presunti scafisti

Tra conferme e smentite sul presunto sbarco di una cinquantina di tunisini nelle coste siciliane e più precisamente dell’Agrigentino,  che  hanno combattuto tra le file dei macellai dell’Isis, infiamma la polemica. La notizia riportata dal Guardian su fonti dell’Interpol viene smentita dal Quirinale. Ma da sempre viene avanzata l’ipotesi che tra i disperati in fuga possano intrufolarsi terroristi pronti a colpire in Europa.

Ma senza andare troppo lontano, nel mese di giugno dello scorso anno, la Guardia di finanza e Dda hanno fermato individui, che facevano parte di un’organizzazione criminale che organizzava viaggi di lusso tra la Tunisia e Marsala su gommoni veloci e sicuri. Ora la Procura di Palermo ha ottenuto il giudizio immediato per 16 componenti l’organizzazione. Al vertice del traffico c’erano cittadini tunisini che usavano anche manovalanza italiana: marsalesi e fiorentini.

Viaggi non su barconi, ma a basso rischio e a prezzi molto alti su imbarcazioni comode e sicure. Prezzi oltre i 3 mila euro con base a Marsala. E grazie ad alcune intercettazioni gli inquirenti scoprirono che tra i potenziali clienti c’erano ricercati e  persone collegate a gruppi jidhaisti. Cinque viaggi accertati e sui gommoni anche scatole di sigarette poi vendute di contrabbando. L’allarme terrorismo è sempre alto tanto che nei centri storici sono state installate barriere per evitare che qualche terrorista possa farvi irruzione con auto o camion per travolgere ignari passanti.

Ricordiamo inoltre che proprio ad Alcamo venne scoperta un’autofficina dove venivano riciclati camion militari che dovevano essere dismessi e che invece venivano rimessi a nuovo con destinazione uno dei più violenti e sanguinari gruppo terroristico, che opera in Somalia.