Maratona di New York, l’abbraccio della Sicilia: l’impresa dell’italo-americano

Ha corso con la testa, con le gambe, ma soprattutto con il cuore. Giuseppe D’Arrigo, giovane avvocato italo-americano, ha partecipato ieri alla 54ª maratona di New York chiudendo il percorso in 4 ore e 48 minuti, nonostante un piccolo infortunio al ginocchio. E se alla più famosa corsa del mondo — con oltre 55 mila partecipanti da 150 Paesi — non conta tanto vincere quanto arrivare, Giuseppe la sua personale vittoria l’ha già conquistata: quella di chi non si arrende e corre verso i propri sogni. Partito dal Verrazzano Bridge di Staten Island e arrivato fino a Central Park, è stato accolto dall’abbraccio della sua famiglia, che ha seguito con orgoglio ogni passo di questa impresa: il papà Leonardo, originario di Borgetto, la mamma Bettina Pecoraro, partinicese di nascita, il fratello Gianfranco con la moglie Lorie e la loro bimba Emma, gli amici più cari e tanti parenti che lo hanno sostenuto dal vivo e a distanza.

La storia dei D’Arrigo è un intreccio di radici siciliane e di sogni americani. Leonardo, partito da Borgetto da giovanissimo, e Bettina, figlia di emigrati partinicesi, si sono conosciuti in California, a Laguna Beach, dove è nato Giuseppe. Poi il ritorno in Sicilia, tra Borgetto e Partinico, dove il ragazzo ha trascorso l’adolescenza prima di ripartire, stavolta per inseguire la carriera legale negli Stati Uniti. Seguendo le orme del fratello Gianfranco, broker a New York, Giuseppe ha completato i suoi studi tra università e master fino all’abilitazione come avvocato nello Stato di New York. La scelta dei due fratelli di stabilirsi definitivamente in America ha spinto anche i genitori a lasciare Partinico e l’attività di parrucchieri che avevano costruito con successo, per riunire la famiglia oltre oceano. Oggi Giuseppe vive a Rye, mentre Gianfranco risiede ad Astoria con la sua famiglia. Ma il legame con la Sicilia non si è mai spezzato, come dimostra la partecipazione dei D’Arrigo al format “Saluti dall’America”, che racconta le storie di chi, pur lontano, continua a portare la propria terra nel cuore.