Mafia e politica, chiesto il rinvio a giudizio per Paolo Ruggirello

E’ in carcere dallo scorso mese di marzo ora la d Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello e altri 28 persone coinvolte, a vario titolo, nell’operazione antimafia, che lo scorso 5 marzo assestò un duro colpo al mondo politico trapanese. Tra i nomi più conosciuti anche quelli di Francesco e Pietro Virga, figli del boss trapanese Vincenzo (agli arresti dal 2001) e del presunto capomafia Francesco Orlando. L’inchiesta aveva svelato le attività delle famiglie mafiose di Trapani, Paceco e Marsala, attive soprattutto nella raccolta dei voti in prossimità delle tornate elettorali. Contestati anche episodi di estorsione e danneggiamento con incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso. L’ex deputato Ruggirello, accusato di associazione mafiosa, è stato interrogato dal gip Piergiorgio Morosini nei giorni scorsi. Dopo essersi inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere, Ruggirello aveva ammesso di aver incontrato il boss Pietro Virga prima delle regionali del 2017, spiegando che l’incontro avvenne “a sua insaputa”. La circostanza è stata raccontata da uno degli arrestati, Pietro Cusenza, che ha iniziato a collaborare con i magistrati che si stanno occupando dell’inchiesta. Lo stesso ex deputato questore ha invece negato di aver accettato la proposta di Virga che gli avrebbe garantito mille voti alle regionali in cambio di 50 mila euro. La difesa di Ruggirello aveva chiesto la scarcerazione, ma il gip ha rigettato la richiesta. Alle ultime elezioni non era riuscito ad arrivare all’Ars. Per tre volte è stato deputato regionale con vari cambi di casacca dall’MPA al Pd.