Il procuratore generale della Corte di appello di Palermo ha chiesto un aumento di pena per Giovanni Luppino. L’imprenditore di Campobello di Mazara che sarebbe stato uno degli autisti di Matteo Messina Denaro. Il primo grado inflitti nove anni e tre mesi. In appello chiesti 12 anni. L’imprenditore di Campobello di Mazara ed autista di Messina Denaro, che lo accompagnò esattamente tre anni fa, il 16 gennaio del 2023, alla clinica La Maddalena di Palermo, dove poi il capomafia, latitante per quasi trent’anni, venne arrestato. La pena più alta invocata dal sostituto procuratore generale Carlo Marzella è legata al fatto che l’accusa contesta il reato di associazione mafiosa, che il giudice di primo grado, Cristina Lo Bue, al termine del processo con il rito abbreviato, aveva riqualificato in favoreggiamento aggravato. Luppino ha sempre respinto le accuse e subito dopo il suo arresto raccontò di non sapere che quell’uomo – che avrebbe accompagnato una cinquantina di volte in clinica – fosse Messina Denaro. Avrebbe conosciuto il boss come “Francesco Salsi” e a presentarglielo, in base alla sua versione, sarebbe stato Andrea Bonafede, il geometra che aveva prestato la sua identità al mafioso per consentirgli di curarsi. Luppino spiegò di aver agito “per motivi umanitari”. Come sarebbe emerso sia durante le indagini che nel corso del processo, i legami tra l’imputato e Messia Denaro, morto in carcere il 16 gennaio del 2023 sarebbero stati ben più solidi e risalenti nel tempo.