Lite a Marettimo, Fazio condannato per percosse al minorenne. L’ex sindaco ricorrerà in appello

Girolamo Fazio

“Sentenza sorprendente, farò appello”, questo il commento di Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale, condannato al termine del processo legato alla lite con un giovane, allora minorenne, avvenuta nell’agosto 2020 a Marettimo. Il giudice di pace di Trapani lo ha riconosciuto colpevole di percosse per aver colpito il ragazzo durante un alterco scoppiato nel corso dei festeggiamenti estivi sull’isola. Secondo la ricostruzione dei fatti, il diverbio ebbe inizio dopo che il giovane lanciò una secchiata d’acqua a un amico colpendo inavvertitamente anche Fazio, che lo rimproverò. Ne seguì un acceso scambio di parole: il ragazzo sostenne di essere stato afferrato nelle parti intime e di aver reagito con una testata al volto.

L’ex sindaco riportò una ferita all’arcata sopraccigliare e un trauma cranico, con prognosi di 30 giorni. Il Tribunale per i Minorenni di Palermo, il 23 aprile scorso, aveva già riconosciuto la responsabilità penale del giovane per lesioni personali, ma concesse il perdono giudiziale, tenendo conto dell’età e della mancanza di precedenti, oltre che della mancanza di atteggiamenti che potessero far pensare che il ragazzo potesse reiterare questo tipo di condotte. Ora, la sentenza di condanna per percosse nei confronti di Fazio segna un nuovo capitolo. In una nota, l’ex primo cittadino ha espresso sorpresa per la decisione, ritenendola in contrasto con la pronuncia del Tribunale per i Minorenni che aveva valorizzato la coerenza delle sue dichiarazioni e il riscontro medico delle lesioni subite.

“Attendo di leggere le motivazioni – ha dichiarato – ma ricorrerò in appello”. Una vicenda che, cinque anni dopo quella lite di Ferragosto, torna a far discutere e riaccende i riflettori su una figura politica da tempo al centro del dibattito trapanese. L’ex sindaco era stato condannato in primo grado nell’ottobre 2023 a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione nel processo nato dall’inchiesta “Mare monstrum”, l’indagine che aveva portato alla luce un giro di mazzette alla Regione siciliana in cambio di favori sui contributi pubblici per i collegamenti con le isole minori. E’ ora in corso il processo d’appello.