Le cause degli incendi che ogni anno divorano centinaia di ettari di macchia mediterranea sono quasi sempre di natura dolosa: duri colpi inferti alla natura che, spesso, portano alla distruzione di immobili, alla morte di animali e, in tragiche occasioni, persino alla perdita di vite umane.
L’ennesima conferma arriva dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo, diretta dal capitano Alessandro Pelosi. Le indagini sul rogo che ha colpito il Bosco di Scorace hanno permesso di dare un nome e un volto al presunto piromane. Grazie alle immagini della videosorveglianza, i Carabinieri hanno ricostruito gli spostamenti dell’indagato — un dipendente stagionale della Regione Siciliana di 57 anni — ripreso mentre appiccava le fiamme in più punti per ampliare il fronte del fuoco, nonostante quel giorno fosse a riposo.
Dopo aver innescato l’incendio, l’uomo si è nascosto tra la vegetazione per poi allontanarsi a bordo di un’auto guidata da un complice. Una volta individuato il sospetto, i militari hanno avviato intercettazioni per consolidare il quadro probatorio. Durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, sono stati ritirati precauzionalmente sei fucili e una pistola legalmente detenuti.
L’operazione è stata condotta in sinergia tra il Comando provinciale di Trapani, la Compagnia di Alcamo, la Stazione di Buseto Palizzolo e la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Trapani. Per l’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il reato contestato è quello di incendio boschivo doloso, che prevede pene dai 6 agli 11 anni di reclusione e sanzioni pecuniarie fino a 150.000 euro per ettaro.
Il Bosco di Scorace, situato tra Castellammare del Golfo e Buseto Palizzolo, è un polmone verde di circa 750 ettari appartenente al demanio regionale. Il rogo in questione ha distrutto oltre 80 ettari di bosco e colture, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli animali al pascolo in contrada Quasale.
L’Assessora al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, ha annunciato sanzioni severissime, puntando il dito anche contro l’omertà:
“Dalle indagini risulta che l’indagato abbia condiviso il video dell’azione incendiaria con alcuni colleghi. Chiederemo al Dipartimento dello Sviluppo Rurale di allontanare dal servizio chi, pur sapendo, non ha segnalato l’accaduto.”
Anche il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, ha espresso il suo plauso:
“Ringrazio i Carabinieri e tutte le forze dell’ordine per il lavoro svolto. La provincia di Trapani è troppo spesso vittima di delinquenti che attaccano l’ambiente; l’attenzione deve restare massima.”