Liberty Lines, primo scossone, il Riesame annulla misure per sei indagati

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato sei misure cautelari disposte dal gip di Trapani nell’ambito della maxi inchiesta che, nelle scorse settimane, ha investito la compagnia di navigazione Liberty Lines. Accolti i ricorsi presentati dai legali di sei dei sette indagati, ai quali erano stati imposti il divieto di dimora nei comuni di Trapani e Milazzo e l’interdizione temporanea dall’esercizio di ruoli direttivi in imprese o persone giuridiche. A uscire dalle maglie delle misure coercitive sono Alessandro Forino, presidente del Consiglio di amministrazione della compagnia, Gennaro Cotella e Marco Dalla Vecchia, dirigenti operativi, Giancarlo Licari, comandante d’armamento, Anna Alba, funzionaria Liberty Lines, e Gianluca Morace, direttore generale. Le loro posizioni sono state esaminate nel corso di due udienze che si sono svolte mercoledì e giovedì davanti ai giudici palermitani. Resta invece ancora sub judice la posizione del settimo indagato, Nunzio Formica, responsabile operativo, coinvolto nelle intercettazioni relative alle presunte avarie non segnalate. Il Tribunale del Riesame si pronuncerà lunedì prossimo, data in cui dovrebbe arrivare anche la decisione definitiva sulle misure a suo carico. Alla base dell’annullamento dei provvedimenti cautelari la documentazione depositata dalla difesa, ritenuta idonea a scalfire il quadro accusatorio e, soprattutto, a far venir meno la gravità indiziaria richiesta per sostenere l’impianto delle misure disposte dal gip Massimo Corleo del Tribunale di Trapani. L’inchiesta affonda le sue radici lontano. È il 2019 quando scattano le indagini sulla compagnia di navigazione, già finita sotto i riflettori appena due anni prima, nel 2017, con l’operazione “Mare Monstrum”, la cosiddetta “tangentopoli del mare”, che aveva portato alla luce un sistema di mazzette e favori tra imprenditori, politici e dirigenti regionali. Questa volta, il fronte investigativo è diverso. Le Fiamme Gialle concentrano l’attenzione su una serie di avarie tecniche riscontrate sui mezzi della flotta e, soprattutto, sulla mancata comunicazione di criticità tecniche delle unità navali. Avarie che tralaltro non troverebbero riscontro nei libri di bordo. La decisione del Riesame non chiude l’inchiesta. Resta aperta la partita più ampia, quella sul merito delle condotte e sulla reale gestione delle avarie e della sicurezza in mare.