Il Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Trapani ha approvato all’unanimità il Documento Unico di Programmazione e il Bilancio di Previsione 2026-2028, segnando un ritorno alla pianificazione strutturale dopo anni di gestione emergenziale. Il bilancio prevede entrate per oltre 82 milioni di euro nel 2026, con una previsione di più di 66 milioni annui per il 2027 e il 2028, garantendo stabilità finanziaria all’Ente e la possibilità di programmare investimenti significativi. Particolare attenzione è riservata agli investimenti: oltre 22,6 milioni nel 2026 saranno destinati a opere pubbliche, infrastrutture, scuole e alla sicurezza del patrimonio comunale. L’integrazione con il Programma Triennale delle Opere Pubbliche consente di superare la logica emergenziale e di adottare una visione di lungo periodo, con progetti coerenti e calendarizzati. Il Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni rappresenta un altro tassello importante, mirato a una gestione più efficiente del patrimonio immobiliare e alla liberazione di risorse utili alla collettività.
Il presidente del Libero Consorzio Comunale, Salvatore Quinci, ha sottolineato come il voto unanime sul DUP e sul bilancio rappresenti «una sintesi della collaborazione tra gruppi consiliari e Presidenza, basata sull’obiettivo comune di ridare slancio e forza all’Ente». Quinci ha inoltre evidenziato che la politica dell’ascolto e del confronto ha permesso di costruire un percorso condiviso che valorizza la programmazione e gli investimenti strategici. Durante il dibattito in aula, l’alcamese Laura Barone ha condiviso un atto di indirizzo proposto dalle file dell’opposizione ponendo l’attenzione sul Paladangelo di Alcamo, patrimonio del Libero Consorzio, richiamando l’importanza strategica della struttura e la necessità di una ristrutturazione. Barone ha ricordato come lo sport rappresenti soprattutto un’occasione di socializzazione. La decisione sulle sorti del Paladangelo sarà discussa nel prossimo Consiglio Provinciale, confermando l’interesse già manifestato a luglio scorso. Inoltre l’ostello della Funtanazza, nel cuore della Riserva naturale del Bosco d’Alcamo, non sarà venduto ma valorizzato.