L’Alcamo torna al Catella, storia e blasone chiamano la carica dei tifosi (VIDEO)

Alcamo si veste di bianconero. Lo fa con mega poster, sei metri per tre che sono collocati nelle strade di maggiore intensità di traffico. Il bianconero è quello delle maglie dei giocatori che hanno militato e militano nella gloriosa e ultrasecolare squadra di calcio che ha calcato palcoscenici importanti facendosi sempre rispettare a suon di risultati. Da piazza della Repubblica, al glorioso Maroso, intestato al difensore del Torino morto a Superga. E poi a don Rizzo, sacerdote che dedicò la sua vita alla crescita culturale, religiosa e economica degli alcamesi. E ora al Lelio Catella, dedicato ad un giovanissimo calciatore  alcamese, che in uno scontro subì un colpo allo stomaco. Nessuno si accorse di una emorragia interna e morì in un ospedale di Palermo, dopo la diagnosi fatta toppo tardi. Quante storie. Quante emozioni. Quanti entusiasmi ha dato l’Alcamo calcio. E sui binari di questa storia sono saliti ora sul treno i dirigenti dell’Alcamo. Il macchinista è un giovane Gaetano Di Bartolo, figlio di Giuseppe per 4 anni presidente dell’Alcamo la cui guida è stata foriera di successi. Negli ultimi anni l’Alcamo è andato incontro a grosse difficoltà che ha frenato i propositi bellicosi perché è stato l’ebreo errante del calcio siciliano.

Da tre anni non ha potuto utilizzare il Catella e quindi progetti ridimensionati. Da domenica: udite, udite dopo tre anni lo stadio riapre. Completati una serie di lavori con pachidermica lentezza: tipo spogliatoi, servizi igienici, copertura in pratica tutto l’occorrente perché la Commissione provinciale dei pubblici spettacoli desse il nulla osta per la presenza degli spettatori. Ne potrà accogliere mille 850. L’impossibilità di non poter disporre di uno stadio in loco ha allontanato i tifosi disabituandoli ad andare la domenica a vedere la partita. Quando l’Alcamo cavalcava trionfante i campionati schiere di perone scendevano la domenica dalle strade perpendicolari al corso VI Aprile e si formava un corteo spontaneo con punto di arrivo il “Maroso” “la fossa dei leoni”. Negli anni calo di spettatori anche perché ad Alcamo non c’è stato un ricambio generazionale. E la partite di Serie  A e B trasmesse la domenica a pagamento in tv hanno ulteriormente contribuito al calo di presenze nei campi cosiddetti minori.

L’Alcamo è  una  delle squadre e società tra le più  note in Sicilia e anche fuori dallo Stretto. La riapertura del Catella deve ripotare i tifosi e domenica con il Carini, inizio alle 14,30, è l’ occasione per riprendere  l’abitudine a tornare allo stadio perché una partita dal vivo è sempre un’altra cosa. Da domenica inizia il rilancio del calcio ad Alcamo per salire di categoria. In questo percorso sbandierare vessilli bianconeri. Suonare tamburi allo stadio e il primo gradino per salire più in alto ovvero in quei campionati che merita la storia bianconera.  E domenica prossima al Catella si entra gratis.