La tragedia di Casteldaccia Abusivismo edilizio, i sindaci lasciati soli

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Una tragedia che ha sconvolto l’Italia. La strage avvenuta in una casa di Casteldaccia, invasa dalle acque negli alcamesi riporta alla memoria la morte di un infermiere la cui abitazione, in prossimità della riva del torrente San Bartolomeo venne coperta da una colata di fango e acqua. Oltre trenta le vittime in Italia in queste giornate di condizioni metereologiche estreme provocate dal cambiamento climatico. E dicono gli esperti che andrà sempre peggio. In Italia da 30 bombe d’acqua di cinque anni fa, oggi si è passati quasi a 400. Territori a rischio perché stravolti dalla mano dell’uomo con l’abusivismo edilizio e dalla mancanza di manutenzione dei fiumi, le cui acque tempestose trovano sempre il passaggio travolgendo uomini e cose. Ieri sera, come è giusto che sia, dibattiti sulla tragedia di Casteldaccia ed il dito è stato puntato soprattutto sull’ abusivismo edilizio. Quella casa in quel posto non ci doveva essere. Ordinanze di demolizioni , sospese da ricorsi per le cui soluzioni si attendono i tempi biblici della giustizia italiana. Dagli anni sessanta in poi l’abusivismo edilizio ha stravolto il territorio. Un esempio? Alcamo Marina dove nel 1998 un violentissimo nubifragio provocò notevoli danni e allagamenti in abitazioni realizzate accanto alle sponde del torrente Canalotto. Nel 2008 smottamenti e frane tra cui quella sulla Collina del disonore con cause civili e penali destinate ad entrare nel libro dei primati. Stradelle trasformate in fiumi. Territorio precario con  migliaia di case abusive, fenomeno che oggi si è attenuato a causa di leggi molto rigide. E poi il problema delle demolizioni.  Ad Alcamo ne è stata eseguita una sola: una piccola veranda in una vecchia casa di campagna. Eppure di ordinanze nel tempo ne sono state emesse centinaia. Su questo fronte i sindaci vengono lasciati soli dai governi regionali e nazionali. Il caso del sindaco  Licata docet. Sul caso Licata le responsabilità sono di tutti i partiti e movimenti, nessuno escluso.  Dibattiti. Prese di posizione. Interviste a raffiche di esperti o pseudo tali. Purtroppo dopo le lacrime, quelle vere sono dei parenti delle vittime  e celebrati i funerali,  tutto resterà come prima. Ed arrivederci alla prossima tragedia. Per combattere l’abusivismo edilizio lo Stato e la Regione debbono intervenire in prima persona ed aiutare e stare vicini ai sindaci, privi di mezzi, e lasciati puntualmente soli. Anche il territorio di Alcamo è a rischio idrogeologico e soprattutto Alcamo Marina sperando che l’inclemenza del tempo eviti la nostra zona altrimenti saranno guai e dolori.