La Strage di Alcamo Marina, Corte d’Appello decide nuovi risarcimenti milionari

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E’ l’ennesimo capitolo di una storia lunga 41 anni dove si conoscono le vittime e dove difficilmente sarà scritta la parola fine con l’individuazione dei carnefici. Una storia che va ad allungare i segreti di Stato e che riguarda la strage nella casermetta di Alcamo Marina, dove il 27 gennaio del 1976 vennero uccisi due giovani carabinieri. L’ennesimo capitolo lo ha scritto la Corte d’Appello di Catania che ha sentenziato che lo Stato italiano dovrà pagare quale risarcimento l’ulteriore somma di un milione e 800 mila euro all’alcamese Vincenzo Ferrantelli per ingiusta detenzione e danni esistenziali e morali. La nuova udienza è scaturita dalla decisione della Cassazione, che aveva accolto il ricorso presentato dagli avvocati Saro Lauria e Alessandro Finazzo che avevano ritenuto “esigua la somma già riscossa da Vincenzo Ferrantelli di un  milione e 200 mila euro”. Ferrantelli è stato uno degli imputati della strage nella casermetta di Alcamo Marina, avvenuta il 27 gennaio del 1976, dove vennero trucidati due giovani carabinieri: Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, i cui mandanti ed esecutori non sono stati mai scoperti.  Ferrantelli ha ottenuto la revisione del processo. E’ stato scagionato, con sentenza passata in giudicato, dall’accusa di aver fatto parte del commando che uccise i due carabinieri. Anche gli altri imputati Gaetano Santangelo, Giuseppe Gulotta e il bottaio di Partinico Giovanni Mandalà, condannato all’ergastolo e morto in carcere nel 1998, sono stati scagionati e risarciti.  Anche Gaetano Santangelo, tramite gli avvocati Saro Lauria, Pardo Cellini di Firenze, Laura Ancona e Alessandro Finazzo, ha presentato ricorso contro “l’esiguità della somma già liquidata di un milione e 200 mila euro”. Il nuovo processo davanti ai giudici della Corte d’appello di Catania sarà celebrato mercoledì prossimo. La revisione dei processi ormai quasi tutti conclusi ha fatto parte delle battaglie condotte dall’associazione “Progetto innocenti”,  fondata dagli avvocati Saro Lauria e Pardo Cellini. Intanto continua l’attività di “Progetto innocenti”, che giovedì scorso ha ottenuto dalla Corte d’appello di Roma la revisione del processo per  Gianfranco Sala di Napoli che ha scontato 4 anni per estorsione. Mentre gli avvocati Lauria e Ancona hanno avviato le procedure per il risarcimento dei danni all’insegnante di Campobello di Mazara, Giuseppe Cirrotta, che dopo 20 anni è stato recentemente scagionato, dalla Corte d’assise di Caltanissetta dall’accusa di associazione a delinquere e detenzione di armi e droga, per la quale ha ingiustamente patito tre anni e otto mesi di carcere.