La scienziata alcamese Violette Impellizzeri premiata dal governo del Cile

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Lei è la scienziata alcamese Violette Impellizzeri. Lavora con una equipe, nella quale è considerata la punta di diamante, ai confini del mondo. Il Centro si trova nel deserto sulle Ande cilene, dove a 5 mila metri di altezza si trova la base scientifica più importante del mondo. Oltre 60 radiotelescopi scrutano l’universo per cercare di carpire qualcuno dei miliardi di segreti che questo nasconde. Un lavoro lungo che richiede tantissima pazienza e perseveranza e che non sempre da quelle soddisfazioni agli scienziati, che con grandi sacrifici e rinunce, si dedicano a sciogliere qualche interrogativo che da sempre incuriosisce l’uomo deciso, per amore di conoscenza, a varcare le Colonne d’Ercole. Violette di soddisfazioni se ne è già prese tante. “Prima di partire per il Cile, – dice la mamma Enza Cammarata – mia figlia, aveva scoperto “acqua” nell’universo. La scoperta non fu un caso ma la conseguenza di una maniacale osservazione, un amore profondo verso i telescopi e quello che offrivano loro, un mondo aperto verso l’ignoto, l’invisibile, l’irragiungibile. Conosco Effelsberg (Bonn), conosco gli Appalagi (Virginia) e conosco Atacama, sono luoghi bui dove si fa fatica a viverci. Ma sono i suoi luoghi di lavoro! Lei va dietro ai telescopi, dietro si suoi sogni. Arrivata ad un certo punto il telescopio Green Bank (100 metri di diametro) non le bastava più e quando ha saputo di Atacama, non ha saputo resistere, ed è partita. Un mondo lontano, ignoto, una vita difficile in mezzo al deserto a 3000 – 5000 metri di altezza ma questa era la sua vita. Spesso si respira con mascherina e ossigeno. Non è stata sufficiente per desistere neanche il matrimonio o la nascita dei figli, neanche il pensiero che ottenere una cattedra e un insegnamento sarebbe stato più comodo per lei, senza nulla perdere della sua accademicità . Ma lei no, continua a percorrere la più difficile delle vie del sapere, quella di toccare con mano la novità , di scovarla, di accettare di “fare il lavoro sporco” e raccogliere i dati per altri, senza riconoscimenti, senza perdere tempo in articoli inutili, facendo della notti il giorno e viceversa. Questo è il suo lavoro” Enza Cammarata e il marito Filippo Impellizzeri, insegnati in pensione e oggi globetrotter per amore dei figli. In questo momento sono in Germania dal figlio e presto voleranno in Cile, per abbracciare Violette, il marito e i due adorati nipotini. Ieri il governo cileno ha accolto la delegazione di scienziati di Alma e consegnato loro una medaglia come riconoscimento ufficiale per il lavoro svolto, che ha portato a quella che è stata subito etichettata come la foto del secolo. Quella del buco nero. I parlamentari cileni si sono complimentati con gli scienziati di Alcama e con Violette Impellizzeri, responsabile del progetto EHT. Ieri Violette Impellizzeri è stata in diretta per un’ora nella RSI svizzera.Al progetto dell’Eht hanno partecipato 200 ricercatori più 60 Istituti nel mondo. Otto radiotelescopi sparsi in tutto il mondo. In quelli installati sulle Ande cilene a 5 mila metri di altezza, lavora Violette Impellizzeri. Il responsabile dei dati raccolti dal radiotelescopio Alma è Ciriaco Goddi, che assieme alla sua equipe dove un ruolo importante ha Violette Impellizzeri, ha visto prendere forma l’immagine nella shat tra ricercatori. A San Pedro de Atacama Violette Impellizzeri e Ciriaco Goddi hanno lavorato insieme a guidare il tentativo di coordinare un sistema di otto radiotelescopi, sparsi sulla terra, per scattare la prima foto “dell’orizzonte degli eventi”. E dopo anni di simulazioni, fake images, è arrivato il coronamento di un lavoro che è solo all’inizio. Quello immortalato è un buco nero super massiccio. Il buco nero è un oggetto massiccio con un enorme campo gravitazionale che deforma lo spazio tempo come un imbuto senza fondo. Talmente potente da catturare e non lasciar sfuggire nemmeno la luce. Violette Impellizzeri, definita la “Donna delle stelle”, è sposata con lo scienziato francese Eric Villard e nello scorso mese di agosto ha volato per 12 mila chilometri: dal Cile, per un atto d’amore verso la sua città: Alcamo per battezzare la figlia Eleonore che il 10 agosto 2018 ha compiuto un anno. Con lei il marito, Eric Villard, il figlio Raphael Vincent di tre anni. Violette è attesa ad Alcamo per tributargli gli onori che merita e dovrebbe venire con la famiglia a fine luglio per il periodo di vacanze perché quando è in Cile, o in giro per il mondo , non vede l’ora di potere prendere un bagno ad Alcamo Marina”.