Influencer e intrattenitori dei social, prendete appunti. Se pensavate di comprare un corso su come aumentare l’engangement dei vostri post fermatevi, basta collegarsi per qualche giorno sulle pagine social dei personaggi pubblici trapanesi e il gioco è fatto. Tra pubblicazioni di telefonate private su X, dimissioni a mezzo diretta Facebook, botta e risposta al vetriolo che ormai da mesi alimentano le chiacchiere dei cittadini ormai assuefatti all’effetto ‘Trump’, ne succede una al giorno.
Ultima novità di quella che ormai ha assunto i contorni di una soap opera, le dimissioni dell’assessore allo Sport Emanuele -detto Lele- Barbara, annunciate in una diretta alle 23 di ieri. Ma non è tutto. Tre sono i j’accuse a carico di Giacomo Tranchida: avrebbe chiesto all’ormai ex assessore di strumentalizzare i cori offensivi della curva allo Stadio – cori contro l’assessore – addebitandoli al presidente del Trapani Calcio, leader del movimento Futuro, e per alcuni istanti anche successore di Tranchida a palazzo D’Alì su Wikipedia, il ‘patron’ Valerio Antonini. In secundis Giacomo Tranchida avrebbe ingaggiato uno scontro personale con Antonini che ha come fulcro la convenzione per il PalaShark. Ultimo ma non per rilevanza Giacomo Tranchida sarebbe a capo di una giunta definita ‘monarchica’.
“Non è più possibile essere se stessi” ha dichiarato l’ormai ex assessore, anche se in molti oggi si chiedono se non fosse il caso che chi riveste ruoli pubblici sia forse un po’ meno ‘se stesso’ sui social e rinunciasse alla tentazione di dare sfogo alle ‘reazioni di pancia’ e magari imparasse a essere più strategico, a contare fino a dieci prima di parlare, e non prendere decisioni sull’onda emotiva. Queste le risorse che ci si aspetterebbe, questo ciò che si insegna ai bambini che litigano all’asilo. Ma è chiaro ormai che in politica essere misurati e mirare a un bene superiore rispetto ai propri interessi personali non paga.
Ecco l’effetto Trump che si manifesta con tutta la sua banale potenza: non importa il come, non importa il perchè, non importa neanche più il dove e il quando. Basta creare le condizioni più caotiche possibili per suscitare l’interesse del pubblico pagante. Perchè il prezzo di questo spettacolino sarà sempre e comunque tutto sulle spalle dei cittadini.