La pericolosità del fanatismo islamico in un libro di Enrico Somma

L’Islam è davvero alle porte? E’ questa la domanda che scaturisce dall’ultima fatica letteraria di Enrico Somma, docente in pensione, giornalista e scrittore di Partinico, da diversi anni trasferitosi a Rom. Il suo libero “La mosche di San Pietro a Roma e la Jihad moderna”, metà saggio e metà  romanzo, rimarca con forza il tema della violenza sulla donna, in questo caso vittima sacrificale della “guerra santa” all’infedele, sull’altare del fanatismo e dell’integralismo religioso islamici.

Enrico Somma, da sempre impegnato nel contrasto alle mafie di ogni genere etichetta senza mezzi termini la pericolosità dell’Islam, sottovalutata o, peggio, addirittura taciuta per interessi economici legati ai petrodollari. Per un intero secolo l’Occidente ha creduto di eludere le proprie responsabilità storiche sul colonialismo ignorando i crimini millenari che l’Islam ha perpetrato contro l’Umanità.

In questo campionario di orrori figurano, secondo il partinicese Somma, le lapidazioni di donne, la barbarie dei matrimoni con bambine di vecchi poligami, la legittimazione della pedofilia e altre pratiche disumane. “La mosche di San Pietro a Roma e la Jihad moderna” mostra una tecnica narrativa particolarmente interessante e originale. Somma riesce a creare una bella sinergia tra realtà e immaginazione.

Lo scrittore partinicese, noto anche come giornalista senza giacca e senza cravatta, per fare comprendere meglio i concetti narrati nel suo ultimo libro spiega che “la peculiarità di questo romanzo giornalistico è costituita da un’attenta e vasta documentazione che supporta una trama romanzata in cui alla fine dell’Islam si contrappone anche la fine della Chiesa di Roma.  L’e-Book del libro di Enrico Somma è acquistabile con Kindle Amazon, dove si può acquistare anche l’edizione cartacea.