La festa di santa Lucia in chiesa Madre ad Alcamo tra fede e tradizione

Suoneranno presto le campane della chiesa Madre di Alcamo dove si svolgono i riti religiosi in onore di Santa Lucia che si celebra domani. Prima messa alle 6,30 a seguire ore 8, 9,30, 11 , 17,30, 19. Alle 21 benedizione per chiedere la luce degli occhi e la luce dell’anima. La messa delle ore 11  sarà presieduta da don Aldo giordano, arciprete emerito. Ieri sera cerimonia di esposizione degli ex voto e delle reliquie, a seguire la recita del rosario e la santa messa. Oggi  alle 17,30 recita del rosario, santa messa e  primi vespri presieduti all’arciprete don Enzo Santoro. La Santa, che si festeggia domani e la cui tomba primitiva si troverebbe a Siracusa, venne uccisa alla fine del terzo secolo, sotto il regno di Diocleziano. Tutt’oggi la protettrice degli occhi e della vista viene festeggiata il 13 dicembre.

La festa dedicata a Santa Lucia nacque da un miracolo avvenuto nel 1646 durante una grave carestia. Due galeoni affondati riaffiorarono dal mare stracarichi di frumento. Ecco da dove nasce la tradizione della cuccìa: per un giorno tanti siciliani non mangiano né pane e né pasta. Oltre alla cuccìa, il grano bollito e poi condito in diverse maniere, il 13 dicembre si fa anche incetta di pianelle. La giornata è  diventata una sorta di “Arancina  Fest:” forme più svariate e ripiene di mille condimenti. Quelle tradizionali sono farcite di ragù e piselli oppure di prosciutto e mozzarella. Altre tradizioni  alcamesi si sono perdute. Fino ad alcuni decenni fa, davanti alla chiesa Madre dove ha sede la cappella che ospita Santa Lucia, la sera precedente alla fesa, vale a dire il 12 dicembre, veniva incendiata una botte le cui ceneri venivano poi utilizzate per la ricorrenza del mercoledì delle ceneri, quella che apre la quaresima. Quasi dimenticata anche un’altra tradizione, più prettamente gastronomica. A mezzanotte del 13, dopo quello che una volta era una sorta di digiuno, le famiglie alcamesi cucinavano la pasta e si mettevano a tavola. Nella chiesa Madre la statua di Santa Lucia viene venerata tutto l’anno nella cappella, appartenuta alla famiglia De Ballis, che si trova nella navata laterale accanto all’uscita secondaria.