La Diocesi di Trapani esprime un altro vescovo. Dopo Raspanti arriva Damiano

da sinistra mons. Damiano e cattedrale di Agrigento

Monsignor Alessandro Damiano, subentrato nel giugno del 2014 all’alcamese Liborio Palmeri nella carica di vicario generale della Diocesi di Trapani, è stato nominato vescovo da papa Francesco. Svolgerà le sue mansioni come coadiutore all’arcidiocesi metropolitana di Agrigento del cardinale Francesco Montenegro. E’ il secondo rappresentante del clero di Trapani a diventare vescovo nel giro di 9 anni: nel 2011, infatti, toccò all’alcamese Nino Raspanti l’incarico di guidare la diocesi di Acireale.

Padre Alessandro Damiano, 60 anni il prossimo 13 di luglio,  ha conseguito una licenza in Teologia morale presso l’Accademia Alfonsiana nel 1995 e la licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Angelicum di Roma nel 2002. È stato ordinato sacerdote il 24 aprile del 1987 diventando poi parroco a Rilievo della chiesa di Maria Santissima di Trapani, alla chiesa di Cristo Re a Erice – Casa Santa, a Santa Teresa del Bambino Gesù e alla chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice. E’ tuttora docente stabile di Teologia morale (fondamentale e speciale) presso l’Istituto di scienze religiose Sant’Alberto degli Abati a Trapani mentre dal 1998 al 2003 è stato cancelliere di curia e direttore dell’Ufficio catechistico diocesano. Monsignor Damiano ha rivestito anche altre importanti cariche in quasi 33 anni di sacerdozio: difensore del Vincolo e vicario giudiziale al Tribunale ecclesiastico diocesano; assistente ecclesiastico del Gruppo Scout Trapani 5. I

l neo-vescovo dal 2013 ricopre anche la carica di giudice al Tribunale ecclesiastico siciliano mentre dal 2014 è vicario generale della diocesi di Trapani al posto di monsignor Palmeri. “Venerdì scorso, 24 aprile, trentatreesimo anniversario della mia ordinazione presbiterale, – ha detto monsignor Damiano – ho ricevuto l’inaspettata telefonata del nunzio apostolico in Italia che mi comunicava la volontà di Papa Francesco di inviarmi al servizio della Chiesa di Agrigento come arcivescovo coadiutore. Questa singolare coincidenza l’ho letta come una nuova e inattesa chiamata che accolgo con timore e tremore! La disponibilità espressa a Papa Francesco è il nuovo ‘sì’ che rivolgo a Gesù, Pastore Buono, e alla Chiesa, Madre e Maestra. È il ‘sì’ degli operai del Regno. È l’ottavo ‘sì’ che ripeto in questi trentatré anni di ministero presbiterale”.