Kite-surf allo Stagnone di Marsala. “Attività fuorilegge” per il Coordinamento tutela ambienti

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Lo Stagnone di Marsala sta sempre più diventando, nel corso degli ultimi anni, sede gettonatissima per la pratica del kite-surf, una disciplina aquatica che mette insieme surf e aquilonismo. Il kiter sta in piedi  su una apposita tavola e plana sull’acqua sfruttando la forza del vento raccolta da una vela. Fare kite-surf nella laguna marsalese dello Stagnone sarebbe però irregolare.  ”Il comune non rispetterebbe le norme europee e trasformerebbe lo Stagnone in un divertimentificio a scapito della rara fauna” – così sostiene Silvia Filippi del ‘coordinamento italiano di tutela ambienti naturali dai grandi eventi’. In questi giorni si è aperta una polemica a Marsala fra l’amministrazione Grillo e il locale circolo di Legambiente che contesta l’attività sportiva del Kite-surf nella laguna. “La denuncia della mancata applicazione delle procedure di Valutazione di incidenza previste dalla direttiva europea, in relazione allo svolgimento di una manifestazione sportiva nella Riserva dello Stagnone di Marsala – spiega Silvia Filippi – è sacrosanta e siamo quindi profondamente sconcertati e preoccupati dai vergognosi e violenti attacchi subiti dal Circolo Legambiente Marsala Petrosino che per primo ha sollevato il caso”. “Le recenti circolari emanate dalla direzione generale Patrimonio Naturalistico e Mare del ministero dell’Ambiente e dall’assessorato Territorio e Ambiente della Regione siciliana, hanno ribadito – ha continuato il coordinamento – l’importanza di attivare la procedura di valutazione di incidenza da parte del proponente, al fine di valutare la significatività dei potenziali impatti sui siti Natura 2000. Obblighi stranoti da anni – ha concluso Silvia Filippi – per enti e istituzioni. Il comune di Marsala è, quindi, come l’ultimo giapponese nella foresta che pretende che la guerra continui”.  Nel mare della riserva dello Stagnone, dal 4 al 7 luglio scorsi si sono svolti altri campionati di Kite-surf, che per il Coordinamento italiano tutela ambienti naturali dai grandi eventi, in mancanza della valutazione di incidenza, sono a considerarsi del tutto “fuorilegge”.