Iter tortuoso, ricorsi al TAR e dietro-front. Stazione di carburanti apre, ad Alcamo, dopo 12 anni

Un terreno acquistato nel 1996 e in cui venne realizzato un deposito per carburanti agricoli. Poi, dopo l’arrivo della legge Bersani, la richiesta a febbraio del 2009 di poter realizzare una stazione di rifornimento automezzi. Al comune di Alcamo istanze rigettate, accolte, riscritte; prescrizioni; ricorsi al TAR; consulenze e sembra anche un’indagine della Procura e finalmente, le tela di Penelope, è in fase di completamento. Dopo esattamente 12 anni dalla prima domanda. La ditta LFC Petroli fra circa tre settimane, potrà aprire il suo impianto di contrada Gammara realizzato su un’area originariamente destinata, dagli strumenti urbanistici del Comune, a parcheggio di inter-scambio per mezzi pesanti. Insomma un luogo in cui i grossi TIR si sarebbero fermati, evitando quindi di ingolfare la problematica circolazione viaria urbana, per trasferire i loro carichi su furgoncini più piccoli e agili. 12 anni, quindi, per aprire un’attività imprenditoriale e una elevata mole di spese legali fra tribunali amministrativi e progettazioni. La ditta La Franca, comunque, c’è anche abituata perché per aprire l’impianto che sorge nei pressi dell’aeroporto di Birgi ha dovuto ottenere ben 36 autorizzazioni.

Ritornando ad Alcamo il primo no arrivò nell’aprile del 2009 perché, secondo l’ufficio tecnico del Comune, l’impianto sarebbe posto in prossimità di curva o dosso che costituiscono pericolo per la circolazione. Un anno dopo, però, la stessa burocrazia comunale mise per iscritto che, in base al PRG in quel terreno fosse anche consentita la realizzazione di impianti per l’erogazione di carburante. Il progetto venne poi bocciato e la LFC si rivolse al TAR. Nel gennaio del 2013, sotto la sindacatura Bonventre, si raggiunse un’intesa: il comune si impegnava a rilasciare parere favorevole qualora la ditta avesse rinunciato all’indennizzo dinanzi ai tribunali e purché la parte di fabbricato destinata ai servizi connessi (toilette, spogliatoi e vendita di prodotti cosiddetti non oil) fosse ricondotta a modeste dimensioni.

L’ok però non arriva né con la giunta Bonventre e nemmeno con la gestione commissariale di Arnone. Il progetto arriva invece in consiglio comunale soltanto il 14 novembre 2016 e il parlamentino lo boccia, anzi per essere più precisi si astengono tutti i consiglieri presenti in aula. Altri ricorsi e il TAR dà ragione alla LFC Petroli. Si arriva al 15 maggio del 2018 e il consiglio comunale, con i voti favorevoli della maggioranza ma anche di Dara, Ruisi e Messana dell’opposizione, vota la varante urbanistica, trasformando una porzione di un’area di interesse pubblico in area privata di servizio carburanti. Tutto fatto quindi? Ma quando mai. Nasce a quel punto un altro braccio di ferro fra impresa e comune di Alcamo su alcune prescrizioni e in particolar modo sulla realizzazione di scantinati. I titolari della LFC, esasperati da 12 anni di tira e molla, decidono di non scavare più. La stazione di servizio potrà quindi essere inaugurata. A fine mese, tranne nuovi colpi di scena, l’impianto di carburante di zona Gammara, sulla SP 47, alle porte di Alcamo, dovrebbe entrare in funzione.