Intesa vicina tra FAI e IPAB per la chiesa di San Pietro. Diventerà sede del gruppo alcamese

La chiesa di San Pietro Apostolo, una delle più antiche della città di Alcamo, che sorge in via Barone di San Giuseppe, potrebbe diventare sede del locale gruppo FAI, il Fondo Ambiente Italiano, presieduto dall’architetto Bino Ferrara.  E’ infatti molto vicina la firma di un’apposita convenzione fra l’associazione che si occupa di cultura e monumenti e l’IPAB San Pietro Pastore proprietaria dell’ex orfanotrofio al cui fianco, all’angolo con la via Porta Stella, si erge la chiesa completata nel 1649.

Il commissario dell’opera pia, l’architetto Vito Giuliana, ha accolto favorevolmente l’istanza del Fai di Alcamo che dovrà adesso passare dalla sede centrale e dai vertici nazionali dell’associazione. Nella chiesa di San Pietro Apostolo, all’interno della quale da oltre mezzo secolo non vengono più celebrate sante messe, la sezione alcamese del FAI dovrebbe istituire la sua sede provvedendo quindi a rendere il sito visitabile e meglio accessibile. L’associazione andrebbe ad occuparsi probabilmente anche della piccola manutenzione del monumento e dell’installazione di illuminazione adeguata. I criteri dell’assegnazione della gestione al FAI sono comunque ancora da concordare e sottoscrivere. Allo stato attuale c’è il concreto interessamento dell’associazione e la concreta disponibilità dei vertici dell’IPAB San Pietro e Pastore.

L’edificio di culto venne allargato nel 1742 su progetto dell’architetto Giovanni Biagio Amico e con un’elegante serie di stucchi. Durante il terremoto del 1968 crollò il tetto che poi venne rifatto una ventina di anni dopo grazie al finanziamento di 300 milioni delle vecchie lire e all’appalto assegnato dal Genio civile. Alcuni anni fa l’incendio di un’autovettura parcheggiata nei pressi della chiesa ne carbonizzò il portone. Dopo diverso tempo l’assicurazione liquidò 6.000 euro per il ristoro dei danni ma il portale bruciato è ancora lì. Ma questa è un’altra storia.