Dodici casi di incompatibilità rischiano di rallentare l’esame del nuovo Piano regolatore generale di Alcamo, che secondo le direttive della Regione deve essere approvato entro il 31 dicembre. La metà dei consiglieri comunali allo stato attuale non può pendere parte nemmeno alle adunanze sulla discussione del Prg. Il problema è stato sollevato martedì sera nella prima riunione che ha avuto come oggetto le direttive generali per la formazione della Variante generale del Prg, approvate con delibera consiliare n. 67 del 28/04/2014.
“Stiamo studiando le soluzioni- dice Saverio Messana, presidente del consiglio comunale – per rispettare la scadenza. In caso contrario si bloccherebbe tutto con il passaggio al Piano urbanistico comunale (PUC), che sostituisce il Prg e si perderebbe tutto il lavoro fin qui svolto con il rischio che occorrerebbero ancora anni prima di dotare la città di Alcamo di un moderno strumento urbanistico”. Ad Alcamo il Prg è stato approvato nel 2001. Il consiglio comunale è stato riconvocato il 9 dicembre per il Prg, per il quale sono stati presentati 60 emendamenti. Martedì sera il progettista ingegnere Giuseppe Trombino ha tenuto la relazione sul Prg, contenuta in 123 pagine. Tra gli obiettivi del Piano la limitazione della crescita edilizia residenziale e la riduzione di ogni forma di edificazione. Ridurre il consumo ingiustificato di suolo. Riqualificazione funzionale ed ambientale degli insediamenti esistenti. Valorizzazione e recupero del patrimonio edilizio esistente del centro storico.
Nella zona A, centro storico, uniformare le altezze mediante l’aumento volumetrico degli edifici costituiti da piano terra o sollevati. Puntare sul recupero del patrimonio edilizio degradato attraverso interventi di ristrutturazione edilizia e miglioramento strutturale ed energetico Puntare sulla riqualificazione delle aree. Una delle novità più importati riguarda il comparto produttivo con l’individuazione di un’area di contrada Fegotto, territorio di Alcamo, per gli insediamenti industriali. Tra le aree da ampliare quella artigianale di contrada Sasi nella parte nord. A Sasi le aree sono esaurite e alcuni artigiani vanno ad aprire le loro attività a Calatafimi Segesta. Secondo la consigliera Annalisa Guggino: “è stata portata una proposta incompleta che non soddisfa le esigenze del nostro territorio. Il tutto darebbe l’impressione di penalizzare alcune zone per favorirne altre”.