Con l’inizio del nuovo anno scolastico, il tema dell’inclusione degli alunni con disabilità torna prepotentemente al centro del dibattito. ANFFAS Trapani, associazione in prima linea nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, ha denunciato l’ennesimo episodio di inosservanza dei Piani Educativi Individualizzati, strumenti fondamentali e vincolanti per garantire pari opportunità e il diritto allo studio
. La denuncia è grave: diversi studenti con disabilità si trovano ad affrontare le prime giornate di scuola senza le ore di sostegno, senza l’assistenza alla comunicazione e senza le misure previste nei loro piani. Una mancanza che non è solo organizzativa, ma giuridica. Il PEI, infatti, non è un documento opzionale ma nasce da un preciso obbligo normativo ed è radicato nei principi della Costituzione italiana e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. “Ignorare o ridurre quanto stabilito nei PEI equivale” -sottolinea ANFFAS- “a violare apertamente la legge. Si tratta di una discriminazione diretta che compromette il percorso formativo e personale degli studenti, negando loro la dignità e la parità di condizioni con i coetanei.” Ogni ora non erogata rappresenta un diritto negato, una barriera in più in un cammino già complesso. “Non possiamo accettare che il PEI venga trattato come carta straccia: è un diritto, non una concessione”, denuncia l’associazione.
Le associazioni per i diritti degli studenti richiamano le istituzioni scolastiche, gli enti locali e l’ASP alle proprie responsabilità promettendo anche di adire alle vie legali. Da qui l’appello alle famiglie a denunciare ogni inadempienza. Un monito chiaro, che richiama la scuola e le istituzioni al rispetto di un principio basilare: l’inclusione -o meglio l’ampliamento dell’offerta formativa- non è un favore che si fa alle persone con disabilità per poi gloriarsene nelle occasioni pubbliche, ma un dovere civile. E ogni omissione equivale a negare un diritto sancito dalla Costituzione.