Incidente Artale, opposizione alla richiesta di archiviazione del pm. GIP scioglierà riserva fra alcuni giorni

Il tragico incidente del 9 settembre 2018, sulle strade siracusane in cui perse la vita l’alcamese di 27 anni, Davide Artale, potrà avere o meno una verità processuale? Per saperlo bisognerà attendere ancora alcuni giorni. Ieri, infatti, al termine dell’udienza dinanzi al Gip del tribunale di Siracusa, svoltasi in remoto e convocata per discutere l’opposizione alla proposta del pm di archiviare la posizione dell’unico indagato, il giudice Francesco Alligo si è riservato di decidere.

I legali dei familiari della vittima, Anna Maria Benenati e Saro Lauria, hanno prodotto la consulenza peritale bio-meccanica, effettuata con sofisticate tecnologie dalla compagnia assicurativa Unipol-Sai. Quest’ultima ha risarcito le parti dopo avere asserito che il conducente dell’autovettura fosse proprio Maurice Gomis, all’epoca dei fatti portiere del Siracusa di serie C e fratello dell’estremo difensore del Trapani. Il calciatore è indagato per omicidio colposo stradale ma il pm Dragonetti, nonostante le testimonianze dei soccorritori, la perizia di un ingegnere statale, lo stato dei luoghi e alcune stranezze via via venute a galla, ha richiesto l’archiviazione perché, a suo parere, manca la pienezza della prova delle responsabilità dell’indagato, aldilà di ogni ragionevole dubbio.

Nell’udienza di ieri la difesa di Gomis ha puntato sul fatto che relazioni e sopralluoghi sostengono soltanto un’ipotesi, e non una certezza, che alla guida dell’auto ribaltatasi ci fosse proprio l’indagato. I due, il portiere del Siracusa e il giovane alcamese, che dopo l’esperienza nel Troina in serie D aveva appena cominciato la carriera di team manager nel calcio professionistico, aveva trascorso la serata in un locale di Fontane Bianche, il Kukua Beach Club, poi erano andati via. Poco dopo le 4 della notte il tremendo impatto sulla provinciale per Cassibile. Artale morì quasi sul colpo mentre per Gomis soltanto qualche graffio. La prossima settimana, dopo quasi due anni e mezzo, si saprà se la vicenda avrà un processo che possa accertare la verità dei fatti.