La Procura di Trapani ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio dell’ex senatore ed ex deputato regionale siciliano Nino Papania, insieme ad altre 11 persone, nell’ambito dell’inchiesta sui fondi europei per la formazione professionale che, secondo l’accusa, sarebbero stati dirottati per finanziare il movimento politico “Via”, fondato nel 2020 sotto la sua regia. L’udienza preliminare è stata fissata per febbraio davanti al Gup Samuele Corso, dopo che una parte delle indagini, avviate dalla Procura Europea di Palermo, è transitata alla competenza di Trapani. I reati contestati, a vario titolo, spaziano dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa alla malversazione, riciclaggio, autoriciclaggio e voto di scambio.
Secondo gli inquirenti e gli accertamenti della Guardia di Finanza, oltre 8 milioni di euro di fondi Ue sarebbero stati distratti tramite “corsi fantasma” – attività formative formalmente approvate e finanziate, ma mai realmente svolte – con il denaro indirizzato a sostegno di iniziative politiche e personali riconducibili al sistema di Papania. Tra gli indagati figurano, oltre a Papania, soggetti come Ignazio Chianetta, Angelo Rocca, Filippo Tilotta e Manfredi Vitello, nonché collaboratori come Davide Piccichè. A loro si aggiungono altri nomi, coinvolti per varie fattispecie di reato, con contestazioni che comprendono anche pagamenti per prestazioni fittizie, assunzioni “di fatto” e operazioni di consenso politico grazie a nomine e benefici legati ai percorsi formativi. Tre enti di formazione professionale – Cesifop, Ires e l’associazione Tai – sono stati citati per responsabilità amministrativa: secondo gli atti, sarebbero stati usati come “strutture-cassaforte” all’interno della presunta rete di finanziamenti illeciti. Questa richiesta di processo si inserisce in un quadro giudiziario già complesso per Papania: l’ex parlamentare alcamese è attualmente sottoposto a misure restrittive per un altro procedimento legato a voto di scambio politico-mafioso, con un filone che ha portato a arresti nel settembre 2024 legati alla gestione del movimento Via e a presunti accordi clientelari con esponenti mafiosi locali.