Aveva trasformato la distruzione dell’ecosistema in uno “spettacolo” da condividere con i colleghi. Un dipendente di una struttura dipartimentale della Regione Siciliana è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, accusato di essere l’autore del devastante incendio boschivo che, lo scorso 20 agosto 2025, ha divorato 83 ettari di terreno a Buseto Palizzolo, a ridosso del prezioso Bosco Scorace.
L’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura, chiude il cerchio su un’indagine lampo condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Alcamo. Le accuse per l’uomo, originario del trapanese, sono pesanti: incendio boschivo (art. 423 bis c.p.).
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato – che quel giorno non era in servizio – avrebbe agito con inquietante lucidità. Le telecamere degli investigatori lo hanno ripreso mentre appiccava il fuoco in più punti strategicamente distanti, con l’obiettivo di ampliare il fronte delle fiamme. Una tattica mirata a mettere in difficoltà le squadre antincendio, già impegnate su altri focolari, rendendo le operazioni di spegnimento un’impresa quasi disperata.
Le immagini documentano anche i tentativi dell’uomo di sfuggire ai controlli: dopo aver innescato i roghi, si nascondeva tra la fitta vegetazione per non essere individuato dagli elicotteri e dai mezzi aerei impegnati nei lanci d’acqua. Al termine dell’azione, veniva prelevato da un complice a bordo di un’auto per dileguarsi rapidamente.
A incastrare definitivamente l’indagato non sono state solo le riprese esterne, ma il suo stesso smartphone. L’analisi forense del dispositivo ha infatti rivelato che l’uomo aveva filmato le proprie condotte incendiarie, inviando poi i video ad alcuni colleghi. Un “trofeo” digitale che si è trasformato nella prova schiacciante della sua colpevolezza, insieme ai dati del traffico telefonico che ne confermano la presenza sul luogo del delitto.
L’incendio non ha solo distrutto ettari di macchia mediterranea e colture, ma ha messo a serio rischio l’incolumità degli animali al pascolo nella contrada Quasale. Durante l’arresto, i Carabinieri hanno eseguito anche il ritiro cautelativo di sei fucili e una pistola regolarmente detenuti dall’indagato.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità, mentre il territorio prova a sanare le ferite di un rogo che poteva avere conseguenze ancora più tragiche.