In Sicilia mancano 5.707 infermieri ma nascono ‘best practice’. A Partinico ambulatorio territoriale

In Sicilia la carenza di infermieri si è fatta sentire negli ultimi tempi e lo farà ancor di più dopo l’approvazione definitiva del cosiddetto “DM71”, la delibera del Consiglio dei ministri del 21 aprile scorso con cui è stato fissato il nuovo modello – e i relativi standard anche di personale – per l’assistenza sanitaria sul territorio. In Sicilia la Fnopi, la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, ha stimato una carenza di ben 5.707 infermieri, un vero e proprio piccolo esercito. Nonostante questa enorme carenza di personale, in Sicilia sono state ugualmente avviate buone pratiche  che hanno migliorato alcuni percorsi.

E’ il caso del progetto “Viri” realizzato all’Ismett che riguarda una specifica consulenza, sulle infezioni correlate all’assistenza, rivolta a pazienti, familiari e personale clinico, ma anche del primo Ambulatorio infermieristico territoriale che è stato realizzato a Partinico e che riguarda, in particolare, tutte le patologie geriatriche, cronico-degenerative e oncologiche e la terapia del dolore. Ideato da Gaspare Caruso, infermiere dal 1993, ha lo scopo di erogare un “assistenza infermieristica di qualità e di diventare punto di riferimento sul territorio”.

Quella degli infermieri è una categoria che lavora in Sicilia, ma non solo, tra mille difficoltà. Il 28 febbraio scorso, in occasione della ‘Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario e socioassistenziale’, il presidente dell’Ordine degli Infermieri della provincia di Palermo, Toti Amato, aveva dichiarato: “E’ un momento che non deve servire a fare sfoggio di facile retorica, ma deve essere invece l’occasione per accendere i riflettori sul valore di professionisti che sono stati e sempre saranno in prima linea per garantire e tutelare la salute dei cittadini. Non ci interessa essere eroi per un giorno, noi vogliamo che siano riconosciute e valorizzate le nostre competenze”.