In picchiata nel trapanese, -1.220 in undici giorni. Prenotazioni a due mesi

Un calo in picchiata quasi senza precedenti, ritmi che forse non erano così frenetici nemmeno al termine della prima ondata. In provincia di Trapani il numero complessivo dei positivi è sceso di 1.220 unità in 11 giorni. Venerdì 5 febbraio erano 2.663 mentre oggi le cifre ufficiali hanno indicato in 1.448 gli attualmente positivi. Alle stelle, di contra, il numero dei guariti che dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 8.933, poco più di 1.500 in più nel giro degli ultimi undici giorni. Diminuiti anche i ricoveri in terapia intensiva e nei reparti covid degli ospedali. Resta un po’ preoccupante il numero dei decessi cresciuto di 26 unità dal 5 febbraio e fino a oggi, una media di poco più di due morti per covid al giorno. Vero che per la maggior parte si stratta di persone con altre patologie ma è altrettanto vero che sono sempre vite umane.

Questo terribile virus ne toglie ancora tante. In provincia d Trapani, comunque, la pressione si è alleggerita e i vertici organizzativi della sanità pubblica possono un poco rifiatare. All’ASP di Trapani sono già arrivate le prime dosi di AstraZeneca che verranno utilizzate per la popolazione dai 18 ai 55 anni. La campagna vaccinale, fra non poche difficoltà e rallentamenti va avanti. Sono partite da alcuni giorni le prenotazioni on-line per gli over 80. Alcuni degli anziani che si sono messi in lista di attesa hanno ricevuto l’ok dal sistema per la fine di aprile e anche in ambulatori a 80 chilometri di distanza dal luogo di residenza. La strada da migliorare e da potenziare è proprio quella dei vaccini oltre che quella del senso civico da parte di tutti e del rispetto delle norme anti-contagio.

Proprio mentre la Sicilia vede la curva abbassarsi notevolmente, a livello nazionale ed europeo continuano a proliferare gli allarmi. Immunologi e consulenti del governo che invocano un nuovo lock-down totale, altri scienziati e politici che li smentiscono, organizzazione europea della sanità che parla ancora di rischio alto o altissimo, strutture che vengono riaperte e immediatamente richiuse, regioni che cercano di accaparrarsi i vaccini autonomamente. Il solito caos creato anche da chi dovrebbe parlare in pubblico e sui social con estrema cautela.