Due palermitani, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri Forestali di Palermo – con il supporto del Nucleo CITES e dei militari della Compagnia di Carini. I due sono accusati di combustione illecita di rifiuti e ricettazione. I Carabinieri li hanno sorpresi all’interno del complesso boschivo dei Monti di Billiemi, tra i Comuni di Palermo e Torretta, mentre tentavano di dare fuoco a circa 500 kg di cavi elettrici, risultati di provenienza illecita. Lo scopo era estrarre il rame bruciando le guaine isolanti, un’attività altamente nociva per l’ambiente: la combustione dei materiali plastici, infatti, libera diossine e fumi tossici pericolosi per la salute pubblica e per l’ecosistema.
Alla vista dei militari, i due hanno cercato di fuggire a bordo di un’auto, poi abbandonata a pochi chilometri di distanza. Il tentativo è stato vano: entrambi sono stati bloccati e tratti in arresto. Decisivo anche l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno spento rapidamente le fiamme, evitando che l’incendio si propagasse nel bosco, scongiurando un potenziale disastro ambientale. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati il mezzo utilizzato per il trasporto del materiale, gli attrezzi da taglio e i cavi rubati, per un valore complessivo stimato in circa 2.000 euro. Il Tribunale di Palermo ha convalidato l’arresto e disposto per entrambi l’obbligo di dimora nel Comune di Palermo, il divieto di uscire da casa tra le 19:00 e le 7:00 e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Negli ultimi anni, i furti di rame sono diventati un fenomeno in espansione, con ripercussioni gravi su infrastrutture e servizi essenziali. Danni a linee ferroviarie, impianti elettrici e cantieri edili sono all’ordine del giorno, con pesanti costi economici e rischi per la sicurezza pubblica. Il rame, definito “oro rosso” per il suo alto valore sul mercato nero, è oggetto di traffici illeciti sempre più strutturati. Anche per questo motivo, la tempestiva operazione condotta nel bosco di Billiemi assume un’importanza strategica nella prevenzione di reati simili.