Impianti sportivi ad Alcamo, “disaster”

La città di Alcamo gode della presenza di numerosi impianti sportivi. Fra funzionanti, in via di ristrutturazione e in fase di costruzione sono cinque le palestre comunali e due gli stadi. Ovvio che la manutenzione debba essere attenta anche nei rinnovi delle certificazioni che via via vanno scadendo. Ad Alcamo, invece, è particolarmente carente quest’aspetto e la situazione si è ulteriormente aggravata con le recenti giornate di maltempo. Lasciando stare la piccola palestra Palazzello e il Paladangelo, mai riaperto allo sport in quattro anni di affidamento al comune di Alcamo, partiamo dagli stadi. Il Sant’Ippolito, struttura soprattutto utilizzata dalle scuole calcio, è sbarrato perché inagibile. Un paio di vaste voragini apertasi con le abbondanti piogge e avvallamenti al manto sintetico hanno fatto chiudere la struttura da circa un mese. Le squadre giovanili non sanno dove allenarsi e a quale santo rivolgersi. Poi c’è il Lelio Catella e preferiamo sorvolare sulle condizioni del manto erboso. Qui però siamo di fronte a una delle tante certificazioni scadute, quella per i pubblici spettacoli, e mai rinnovate.

Tribuna e gradinata sono inagibili. A maggio è infatti scaduta la proroga biennale della certificazione che, fra l’altro, aveva ridotto la capienza degli spettatori a soli 300. Bisognava mettere a posto alcune cose per ottenere il nuovo benestare, ma nulla è stato fatto. Al Catella nessuno può entrare come spettatore delle partite. Nello spiazzo degli spogliatoi sorge il palatenda Cento Passi. La sua costruzione doveva essere ultimata in appena 120 giorni, nell’estate del 2017. Sono trascorsi altri quattro anni e quattro mesi. Chiuso adesso da un paio di settimane anche il PalaTreSanti per sistemare la copertura, da circa sei anni ci sono infatti infiltrazioni piovane, e per sostituire i fari funzionanti dell’illuminazione di campo e spogliatoi. Le squadre di basket hanno dovuto asciare l’impianto il 15 di novembre ma fino ad ora la ditta incaricata, la A e P Costruzioni di Paolo Amato, non ha firmato il contratto e quindi non ha cominciato i lavori. Le società hanno trovato spazio al PalaVerga dove però manca l’attrezzatura elettronica necessaria alle gare di campionato. Nell’attiguo Palagrimaudo non è stato mai risolto il problema dell’acqua piovana che fuoriesce dalle grondaie e scivola lungo le pareti fino ad arrivare sul parquet, danneggiandolo. Da tempo sul pavimento sono presenti secchi di varie dimensioni per raccogliere l’acqua. Il parquet, nei pressi delle panchine, si è già alzato e staccato. Anche qui le società da tempo invocano l’intervento risolutivo da parte del comune di Alcamo.