Il rogo di Alcamo: Presentate analisi sul latte, uliveti e vigneti

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Lo stato dell’arte sull’attesa da parte del Comune di Alcamo delle analisi dell’Arpa per verificare  sul terreno eventuali tracce di diossina. L’esposizione di una serie di analisi da parte del chimico Eugenio Cotone, commissionate  dal Movimento difesa del cittadino di Alcamo. Una serie di domande da parte di alcamesi presenti alla conferenza stampa perché preoccupati dal rogo con conseguente nube nera, che ha investito non solo Alcamo ma una grande fetta del territorio della Valle del Belice. Questi i tre momenti salienti dell’incontro svoltosi presso la sede del Movimento difesa del cittadino nei confronti del quale sono state rivolte parole di apprezzamento nei confronti dei responsabili Vito D’Angelo e Antonino Lombardo e di Maria Luisa De Simone, vice presidente di tale movimento. Ma procediamo con ordine. Il sindaco Domenico Surdi ha ribadito “che il Comune continua a seguire minuto per minuto l’evolversi della vicenda” ed ha espresso ”forte disappunto perchè, purtroppo nonostante i ripetuti solleciti ancora non abbiamo i dati aggiornati da parte dell’Arpa”. In sintonia con tale dichiarazione l’assessore Roberto Russo il quale ha detto che Arpa sta predisponendo i risultati finali e che c’è la massima attenzione da parte dell’amministrazione”. Con nota dell’altro ieri l’Arpa ha comunicato al Comune che “sta predisponendo uno studio modellistico al fine di valutare eventuali ricadute di polveri combuste nel terreno interessato all’evento propedeutico ai prelievi richiesti”. Insomma si dovrà attendere forse ancora qualche giorno per sapere se c’è stata ricaduta di diossina sui terreni alcamesi. Il dottor Eugenio Cottone ha quindi illustrato una serie di dati delle analisi effettuate nel territorio di Alcamo a partire dallo scorso tre agosto. Sottolineando he esistono ben 210 tipi di diossina. “I campioni analizzati – ha detto Cottone – hanno mostrato un modestissimo assorbimento dell’Ipa Naftalene, considerati agenti cancerogeni, da parte dei biosensori costituite da piante di ulivo e da vigne con valori ampiamenti entro i limiti, ma che richiederanno una verifica del prodotto finale che dovrebbe mantenere in pieno i requisiti di qualità. Positive le analisi effettuate anche sul latte “non essendo possibile il trasferimento in così breve tempo della contaminazione della fase aerea ad un prodotto del metabolismo”. Lo stesso Cottone non ha mancato di sottolineare che analisi vanno ripetute nel tempo e alcuni composti possono essere cancerogeni con patologie che potrebbero insorgere negli anni”. E’ questa una valutazione scientifica e lo stesso oratore ha detto” che le ricadute ella nube nea, a causa della direzione dei venti, potrebbe interessare territori anche lontani da Alcamo che ha ritenuto più a rischio perché le particelle leggere camminano per decine di chilometri”. Alla luce della metodologia adottata  e dalla analisi sui campionamenti del latte, foglie di ulivo e foglie di vite, nel territorio di Alcamo secondo il dottor Cottone, non dovrebbero esserci significative presenze di diossine. Ma è chiaro che bisogna attendere i risultati dell’esame da parte dell’Arpa, l’organo ufficiale per avere un quadro completo della situazione. E’ seguita una sfilza di domande da parte di cittadini intervenuti al dibattito. Presenti, fra gli altri all’incontro, gli ex onorevoli Massimo Fundarò e Francesco Paolo Lucchese, l’avvocato Maurizio Lo Presti, al quale si sono rivolte persone per una richiesta di danni, Gina Caldarella, presidente dell’Associazione amici della salute, l’ex consigliere Salvatore Trovato e il consigliere Filippo Cracchiolo. L’imprenditore Vincenzo D’Angelo continua a sostenere che “non ci può essere diossina perché trattava  materiale per uso alimentare”.