Il murales antimafia nella villa di Lunetto a Borgetto nelle intercettazioni di Cuffaro

Il murales dedicato alla memoria delle vittime di mafia nella villa confiscata al boss Gaetano Lunetto, a Borgetto, doveva essere un simbolo di rinascita e impegno civile. Invece, è diventato l’epicentro di una tempesta politica che ora minaccia di travolgere il governo regionale. Nelle carte dell’inchiesta che lambisce Totò Cuffaro, i Ros dei Carabinieri riportano infatti che l’assessora alla Famiglia, Nuccia Albano — originaria proprio di Borgetto e figlia di un uomo indicato in passato come figura apicale del clan locale — avrebbe tentato di bloccare il progetto di riqualificazione voluto dal deputato Ismaele La Vardera. A evitare quello che l’ex governatore avrebbe definito “un errore politico” sarebbe stato proprio Cuffaro, secondo quanto riferito da un suo collaboratore. Da quel momento, il caso Albano è riesploso. La Vardera, autore dell’emendamento che nel 2023 aveva stanziato i fondi per il murales antimafia, ha chiesto pubblicamente le dimissioni dell’assessora: «O querela chi ha parlato, o lasci l’incarico». E mentre Albano — al momento non indagata — mantiene il silenzio, la tensione nella maggioranza cresce. Il presidente della Regione, Renato Schifani, dopo giorni di riunioni e riflessioni, oggi alle 13 dovrà sciogliere la riserva: nella seduta di giunta convocata con tutti gli assessori presenti “di persona”, deciderà se sacrificare o meno la sua assessora più discussa. Ma sul tavolo ci sono anche i destini dell’assessore Andrea Messina e della dirigente Letizia Di Liberti, sospesa per presunte soffiate a Cuffaro. Fratelli d’Italia chiede “un’azione mirata”, Lombardo e altri alleati spingono per un azzeramento totale della giunta. Intanto l’opposizione si prepara a scendere in piazza domani davanti a Palazzo d’Orléans, chiedendo le dimissioni dello stesso Schifani. La tregua è finita, e la Sicilia torna a fare i conti con le sue ombre più resistenti: quelle di un potere che cambia volto ma non abitudini. E in mezzo, un murales antimafia che rischia di restare l’unico vero atto di coraggio in una storia che di coraggioso, per ora, ha ben poco.