Il comune di Alcamo ha ricordato le vittime della strage di Capaci

Il trombettiere che intona il “Silenzio” con autorità e presenti in raccoglimento davanti le immagini di Falcone e Borsellino, ai quali è stata dedicata questa piazza alcamese. Spicca il gonfalone della città di Alcamo che non è mancata all’appuntamento con il 29esimo anniversario della strage di Capaci. Uno dei momenti più bui della storia della mafia siciliana e italiana,  il cui capo Totò Riina dichiarò guerra allo Stato. L’attentato scosse le coscienze ma la lotta alla mafia ancora non è conclusa.

La riflessione del sindaco Domenico Surdi con appello ai giovani a rispettare la legalità e condannare ogni forma di violenza. L’assessore Lorella Di Giovanni si è soffermata sull’importanza della cultura, medicina contro l’ignoranza e ogni forma di violenza. Il presidente del consiglio comunale Baldo Mancuso ha fatto riferimento al giudice Rosario Levatino, recentemente nominato beato, mentre l’arciprete monsignor Aldo Giordano ha ricordato don Pino Puglisi e la sua opera a servizio del quartiere palermitano di Brancaccio per togliere i ragazzi dalla strada e quindi dalle grinfie dei mafiosi. Magistrati, sacerdoti, imprenditori come Libero Grassi che hanno sacrificato la loro vita per il bene comune. Alla cerimonia presenti i giovani della consulta giovanile, Silvana Giacone presidente del Kiwanis club di Alcamo, Ernesto di Lorenzo che si è soffermato sulla scelta della lettura di un braco di Giorgio Bocca, fatta da Piero Artale.

Presenti, fra gli altri, alla cerimonia il comandante della polizia municipale Ignazio Bacile, il dirigente del settore cultura, Filippo Andrea Di Giorgio, l’assessore Vito Lombardo e Franco Regina direttore del Piccolo teatro. Ascoltiamo ora le riflessioni del sindaco Domenico Surdi e dell’assessore Lorella Di Giovanni.