Cinque grandi carri in cartapesta già ultimati all’interno di un padiglione messo a disposizione in contrada Citrolo dall’industriale Vincenzo d’Angelo, ha salvato la manifestazione del Carnevale alcamese, organizzato dall’omonima associazione, Le sfilata il 14,15 e 17 febbraio. Cinque gruppi danzanti formati da 120 a 200 persone di scuole di ballo accanto i carri. Musica, sfilate, balli in maschera caratterizzano la manifestazione che partirà dalla rotonda del Viale Italia fino a raggiungere attraversando il corso VI Aprile piazza Ciullo. In questo modo si coinvolge tutta la citta.
Il Carnevale di Alcamo del 2025 è stato annullato a causa di problemi logistici e mancanza di capannoni idonei per la costruzione dei carri allegorici, nonostante gli sforzi dell’associazione organizzatrice e dell’amministrazione comunale, che hanno ridotto l’evento a un evento in piazza più semplice, senza la tradizionale sfilata di carri, “Ora la speranza di una ripresa completa nel 2026 e diventata realtà – dice Cenzio Fascella, uno dei principali ideatori di questa festa”, Decine di persone al lavoro da diversi mesi dopo che è stato raccolto l’appello a mettere a disposizione un ampio capannone. Gli stesi organizzatori si erano rivolti all’amministrazione comunale.
Ad Alcamo dopo il secondo conflitto mondiale un grande palco veniva installato in piazza Ciullo per potere ballare. C’erano negozi che affittavano i costumi. Musica al pianterreno di tante abitazioni per ballare tutta la notte. La borghesia e i professionisti alcamesi durante i tre giorni si riunivano al teatro Ferrigno dove sfilavano e ballavano vestiti in maschere tradizionali: col costume di Arlecchino, Pantalone e donne col costume di cortigiane, fatine, zingare e così via. Anche al circolo di cultura si organizzavano balli in maschera. La prima edizione fu organizzata da un imprenditore illuminato. Riccardo Sandias