Idromoto di soccorso in mare ancora ferme, per la quinta estate consecutiva

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Utilizzate soltanto per un paio di estati, sono ferme da 5 anni le moto d’acqua di soccorso in mare acquistate dalla SEUS per oltre 70.000, cifra che lievita con le attrezzature e la formazione dei soccorritori.  Gli acqua-scooter di soccorso marino, rimarranno inutilizzati rischiando di marcire in chissà quale deposito. Le sei idromoto, dotate di importanti attrezzature e di personale altamente specializzato, vennero acquistate dalla SEUS, la società che gestisce in Sicilia il servizio del 118,  per oltre 70.000 euro. Inoltre altre somme vennero sborsate per formare il personale necessario al loro funzionamento. Le moto d’acqua vennero acquistate con procedura in economia mediante cottimo fiduciario.

La scorsa estate sembrava che i mezzi potessero riprendere il loro funzionamento. La parlamentare regionale Eleonora Lo Curto, aveva infatti proposto un emendamento alla finanziaria con cui vennero stanziate le somme necessarie a rimettere in mare gli acqua-scooter di soccorso. I 25 operatori soccorritori con patente nautica, brevetto di bagnino e abilitati a guidare le idromoto da 1500 cavalli si erano già preparati. Le lentezze della Regione, gli scarica-barile fra un dirigente e un altro, l‘intervento del CONI e delle capitanerie di porto, fece saltare il protocollo d’intesa che avrebbe affidato la gestione delle moto d’acqua di soccorso al FIN, la federazione italiana nuoto e quindi al CONI, il massimo organismo sportivo italiano. Non se ne fece più nulla e saltò anche l’impiego di un altro mezzo identico già in dotazione alla pro Loco di Marsala. Adesso, dopo un anno, le somme non sono più utilizzabili e l’onorevole Lo Curto ha già issato bandiera bianca per una battaglia che appare persa già in partenza.

Le moto d’acqua da soccorso, nel 2012, si esibirono a Mondello, alla presenza dell’allora assessore alla sanità, il mazarese ed ex magistrato Massimo Russo. Le moto d’acqua poi entrarono in funzione disseminate nei luoghi di mare più frequentati della Sicilia: Palermo, Catania, Taormina, Cefalù, Marina di Ragusa e Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. Operarono per un paio di stagione e, dal 2015, finirono nei magazzini e quindi nel dimenticatoio. Da 5 anni non vengono più utilizzate e rischiano di andare perdute per sempre anche se, lo scorso anno, quando l’iniziativa della deputata marsalese sembrava andasse a buon fine, subirono un’importante manutenzione. Vero è che il bilancio della Regione deve fare anche i conti con le richieste del governo regionale ed è altrettanto vero che bisogna scegliere le priorità di intervento fra svariati settori. Ma la sicurezza in mare per i cittadini ed i turisti, in una regione circondata da luoghi splendidi in cui fare il bagno e le gite in barca, appare di primissima importanza.