Aggressivo, onnivoro e molto adattabile. Stiamo parlando del granchio blu, una delle specie invasive più temute dei nostri mari. Sui danni prodotti si parlò molto un anno fa e in molte pescherie veniva venduto. Poi il silenzio nonostante il granchio continuasse a fare anni. L’invasione del granchio blu mette a serio rischio la biodiversità locale e provoca gravi danni economici al settore ittico. Ora il problema tona alla ribalta. Infatti L’invasione del granchio blu continua a rappresentare una grave minaccia per gli ecosistemi lagunari e per l’intero comparto della Pesca siciliana. Le conseguenze ambientali ed economiche del fenomeno sono state al centro dell’incontro svoltosi ieri a Palazzo dei Carmelitani tra il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, e il commissario straordinario del Governo per il contrasto alla proliferazione del granchio blu, Enrico Caterino, alla presenza di Gilberto Ferrari, esperto del sindaco in materia di Pesca.
Quinci ha ribadito la necessità di interventi rapidi e strutturali, capaci di coniugare tutela ambientale e salvaguardia dell’economia locale. “Mazara del Vallo è la capitale italiana della Pesca e non può che essere al centro di ogni strategia nazionale che riguardi il mare, la sostenibilità e il futuro delle nostre marinerie – ha dichiarato il sindaco Quinci – La nostra città rappresenta non solo una comunità di pescatori, ma anche un laboratorio di politiche per la blue economy”. Intano oggi riunione dedicata alla definizione di un piano di intervento urgente per le aree più colpite dalla proliferazione del granchio blu — in particolare la laguna dello Stagnone di Marsala, le saline e il litorale trapanese — dove la presenza della specie sta causando gravi danni agli ecosistemi e alle attività produttive legate al mare.