Giovanna, eroina dei Carabinieri: “Arma, famiglia e Alcamo per sempre nel cuore”

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Radio e televisioni italiane ed estere, tv locali e regionali,  quotidiani, settimanali, riviste di ogni genere hanno parlato, e ne parlano ancora, del grande coraggio di tre carabinieri che, giovedì 21 marzo, hanno evitato che 51 bambini venissero bruciati vivi dalla follia di un’autista senegalese che li aveva sequestrati all’interno di un pullman. La vicenda, a San Donato Milanese, si è risolta nel migliore dei modi anche se poi ha imboccato la strada del dibattito politico e delle polemiche sullo “ius soli” e sul riconoscimento della cittadinanza a chi, da dentro il bus e con coraggio, era riuscito a chiamare i soccorsi.

Questo spostamento dell’asse di interesse non potrà però mai oscurare il grande gesto dei tre carabinieri e, fra questi, quello dell’alcamese doc Giovanna Calvaruso,  34 anni fra pochi giorni, capace di avvicinarsi al mezzo e di romperne i vetri con il manganello “sfollagente”. Un gesto repentino e brillante, pieno di coraggio e di sicurezza in sé stessi. Tutte caratteristiche di chi, come Giovanna, è del segno zodiacale dell’ariete.

Una settimana trascorsa fra decine di interviste, partecipazione a talk show televisivi, ricevimenti nei palazzi del governo, visite alla scuola da cui provenivano i bambini salvati, centinaia di telefonate e migliaia di messaggi su tutti i social. Tantissimi le sono giunti da Alcamo: “Ringrazio il sindaco Domenico Surdi per i ringraziamenti e gli apprezzamenti che mi ha fatto pervenire. Lo ringrazio anche come rappresentante di una cittadina che adoro – ha detto l’eroina alcamese – e che adesso, più che mai, mi ha fatto sentire tutto il suo calore”.

“Quando siamo intervenuti – racconta Giovanna Calvaruso tornando a quel giovedì – il primo e unico obiettivo era quello di fare uscire i bambini da quel pullman poiché da un momento all’altro l’autista avrebbe potuto dar fuoco, come poi effettivamente ha fatto. Sono stati momenti vissuti quasi in apnea e in cui il senso del dovere e lo spirito di squadra insito in ogni carabiniere – ribadisce la trentatreenne – ci hanno portato ad agire per liberare i piccoli terrorizzati e catturare l’autista”.

Fin da piccola, alla domanda “cosa vuoi fare da grande”, rispondeva “il carabiniere”: una vocazione, quella di servire l’Arma e lo Stato, che Giovanna ha sempre palesato. Già a 21 anni, dopo essersi diplomata in ragioneria con sperimentazione “tour operator” all’istituto tecnico “Caruso”, ha vestito la divisa dell’Esercito e nel 2011 ha preso parte alla pericolosa missione “Leonte 10” in Libano assieme a truppe e mezzi britannici, greci e francesi. Nel 2014 entra nei carabinieri ed ora è in servizio a San Giuliano Milanese: “Una ragazza eccezionale e un carabiniere impeccabile. Merita un grande plauso sotto ogni punto di vista” dice il comandante della Tenenza, Pietro Paolo Papagni.

Giovanna Calvaruso, Simone Zerbilli e Francesco Citarella verranno adesso premiati nel corso di una grande cerimonia. Ovviamente riceveranno le onorificenze al merito dopo avere ottenuto il calore e l’amore da parte dei 51 bambini salvati da una terribile fine. Ma per lei conta anche tantissimo la vicinanza della sua famiglia e della “sua” Alcamo: “In casa abbiamo già un eroe, così definisco papà Antonino. Mamma Antonella rappresenta il mio esempio di vita, mentre adoro e amo in modo assoluto mia sorella Santina. La vicenda di San Donato – ha continuato l’eroina alcamese – mi ha fatto sentire molto la vicinanza di tutti gli alcamesi e, potrebbe sembrare strano, proprio per questo mi sono sentita orgogliosa e fiera di essere loro concittadina. Li ringrazio calorosamente, uno ad uno”.

Da quasi 13 anni Giovanna vive lontano da casa ma periodicamente ritorna ad Alcamo con immenso piacere, un’abitudine che non vuole assolutamente perdere. “Amo la mia splendida terra e spero un giorno di tornarci a vivere per sempre, vicina ai miei cari e ai miei amici. La Sicilia è un meraviglioso luogo pieno di fascino, bellezza e cultura – ha concluso la carabiniera alcamese – ma soprattutto di persone calorose”. Giovanna Calvaruso, nonostante l’eccezionale e coraggioso gesto di giovedì 21 marzo, non intende cambiare vita e atteggiamento. Tornerà presto ad Alcamo, sarà riconosciuta da tanta gente, stringerà tante mani, le chiederanno foto. Tutti aspetti calorosi di quell’alcamesità che, per Giovanna, rappresenta un indissolubile cordone ombelicale.