Giornata Mondiale del Tonno per continuare la tutela della specie

Si è celebrata sabato la ‘Giornata Mondiale del Tonno’, ricorrenza voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza del valore del tonno per la nutrizione, lo sviluppo, l’occupazione, la cultura e lo svago, e riconoscere l’importanza della gestione sostenibile di questa pesca. Il tonno rosso è una delle specie più rappresentative del Mediterraneo, significativo tanto come indicatore della ricchezza della biodiversità marina locale, che per il suo legame con la nostra cultura e le tradizioni del nostro Paese. Purtroppo questa specie ha una storia lunga e sofferta che lo ha visto, recentemente, arrivare ai limiti della scomparsa.

Il WWF da anni si impegna per la sopravvivenza di questo grosso pesce nei nostri mari. La storia del tonno rosso nel Mar Mediterraneo è tuttora poco nota. A partire da quando negli anni ’60 l’aumento di popolarità del sushi ha trasformato il tonno rosso in un alimento molto ricercato e ha posto le basi per una progressiva intensificazione delle attività di pesca, portando, negli anni ’90, alla grave crisi degli stock di tonno rosso del Mediterraneo. Si è trattato di un vero e proprio disastro ecologico.

Anche l’introduzione delle quote di pesca da parte dell’Unione Europea non fu sufficiente a risolvere il problema, perché i limiti di cattura imposti furono a lungo molto più alti di quanto suggerito dagli stessi scienziati e anche per via del continuo aumento delle attività illegali di pesca. Oggi, la maggior parte del tonno rosso catturato nel Mar Mediterraneo viene trasferito in gabbia per 4-6 mesi, dove viene alimentato con grandi quantità di pesce, pescato per soddisfare le esigenze di contenuto di grassi che gli conferiscono un prezzo elevatissimo sul mercato giapponese. In queste gabbie di ingrassamento vengono trasportati soprattutto giovani tonni, catturati prima di aver avuto la possibilità di riprodursi. Adesso, pian pianino, lo stock di tonno rosso si sta ricostituendo. Proprio per questo motivo ci troviamo di fronte ad un punto cruciale lungo il processo di recupero, in cui il WWF è impegnato anche per la tutela della specie in progetti che prevedono il tagging satellitare dei tonni, utili a monitorarne i movimenti migratori per garantire la continuità della specie oggi e nel futuro.

Il tonno in scatola rappresenta comunque il primo prodotto a guidare la produzione delle conserve ittiche; un mercato che, solo in Italia, ha un valore di circa un miliardo e mezzo all’anno. Una produzione nazionale di 74.000 tonnellate. E’ trapanese l’azienda leader in tutta Italia ma anche a livello europeo nella preparazione del tonno in scatola. Si tratta della Nino Castiglione, titolare anche del marchio Auriga, che ha sede e stabilimenti nella ex tonnara di San Cusumano, in territorio di Erice