Un altare consacrato in una casa privata, un “arcivescovo” auto-proclamato e fedeli che si staccano ufficialmente dalla Chiesa Cattolica. A Gibellina esplode il caso dell’erezione dell’arcipretura della Ss. Vergine del Pino in via Empedocle, nella casa del signor Silvestro Martino. La Diocesi di Mazara del Vallo prende posizione e invita i fedeli alla massima cautela: “Non partecipate a nessun atto di culto posto da Vincenzo Avvinti e Silvestro Martino. Si rischia la scomunica”.
Il comunicato è stato firmato dal Vicario generale della Diocesi, don Gioacchino Arena, che ha sottolineato come Martino abbia formalmente aderito a un’organizzazione religiosa separata denominata “Vecchia Chiesa Cattolica in Italia e nel mondo”. A guidarla, secondo quanto si legge nella nota, sarebbe Vincenzo Avvinti, ex sacerdote domenicano, che si definisce oggi “arcivescovo metropolìta”. Avvinti, specifica la Diocesi, è stato dimesso dall’Ordine dei Frati Predicatori per “disobbedienza ostinata” e ha successivamente rotto la comunione con la Chiesa di Roma, incorrendo nella scomunica latae sententiae per il delitto di scisma, come stabilito da un decreto della Provincia dei Padri Domenicani datato 28 gennaio 2021.
«La consacrazione dell’altare nella casa privata di Martino – scrive il Vicario – non ha alcuna validità per la Chiesa Cattolica, e la partecipazione a tali riti comporta gravi conseguenze canoniche per i fedeli». Una frattura profonda, che non lascia spazio a interpretazioni: chi partecipa, anche solo come uditore, agli atti di culto celebrati da Avvinti o Martino, si espone automaticamente alla stessa scomunica già inflitta ai due. Una sanzione gravissima nel diritto canonico, che esclude chi la riceve dalla piena comunione con la Chiesa. La Diocesi ha invitato a mantenere viva l’unità della comunità ecclesiale, ribadendo che «nessun atto di culto può essere considerato valido al di fuori della comunione con la Chiesa Cattolica e i suoi legittimi pastori».